Verdecalcio
2 Novembre 2011
Europei,&nbsp;azzurrini nelle mani di Luca Nunziata <br />

 di ROMINA MOSCONI

CIVITAVECCHIA -Piccolo d’età ma è già un grande campione che promette molto bene per il futuro. Stiamo parlando di Luca Nunziata il sedicenne civitavechiese che da tre stagioni difende i pali delle squadre giovanili del Chievo e che è già alla sua quinta convocazione in maglia azzurra. Questa volta l’estremo difensore di Civitavecchia è stato scelto come titolare dal ct azzurro della nazionale azzurra under 17 Antonio Rocca per le qualificazioni per i prossimi europei. In vista del Torneo valido per la Prima fase di qualificazione al Campionato Europeo Under 17, in programma dal 23 al 29 ottobre a Teramo e Giulianova, il Tecnico Federale Antonio Rocca ha convocato 18 calciatori. La squadra si è radunata lo scorso lunedì a Roma da dove ha poi raggiunto Giulianova, località presso la quale svolgerà la preparazione prima dell’esordio di sabato 24 contro la Moldova (ore 15.00). Gli Azzurrini affronteranno quindi la Grecia (26 ottobre, ore 15.00 a Teramo) e infine la Norvegia (29 ottobre ore 11.30, a Giulianova). Nunziata quindi ha inziato questa avventura e nei prosismi giorni difenderà la porta italiana. Nonostante i complimenti e la soddisfazione di far parte della nazionale azzurra, Nunziata continua a non montarsi la testa e restare con i piedi ben puntati per terra. «Non si può descrivere l’emozione che si prova ogni volta che si indossa la maglia azzurra, senti di dover rappresentare la nazione e ne porti il peso e la responsabilità. E’ troppo bello difendere la maglia delal propria nazione – ha sottolineato Nunziata – durante le partite poi è veramente emozionante sentire il calore dei tanti tifosi che non conosci. Ma la cosa importante è che tutto questo è ‘‘mobile’’ e come all’improvviso è venuta la gioia di essere convocato può anche finire tutto altrettanto improvvisamente. Sono uno come tanti altri miei coetanei appassionato di calcio che sta unendo alle sue potenzialità l’impegno e l’allenamento, ma non sono ancora un campione: devo crescere e ho tanto da camminare e da lavorare. Devo poi dire, e non mi stancherò mai di ripeterlo, che se sto imparando e migliorando lo devo a chi tutti i giorni mi giorni mi sta formando e forgiando, ossia a tutti i tecnici del Chievo. Stare a Verona da solo in questi anni mi ha rafforzato e ora sono più maturo e non mi spaventano i sacrifici. Devo ammettere però che ogni volto che gioco penso alla mia città, alla mia famiglia, ai tecnici che negli anni mi hanno cresciuto calcisticamente. Spero di tenere alto il nome della nostra città. Il mio mister dice che è contento dime perchè ho una forma costante e ogni volta che serve ci sono».