Il Fattori saluta tra gli applausi l’uscita dal campo dei nerazzurri. Il cuore dei ragazzi di Paolo Caputo ha conquistato o forse sarebbe caso di dire riconquistato i civitavecchiesi. Il pari senza gol col il Campobasso, regala il quarto punto settimanale alla Civitavecchiese (dopo i tre conquistati a tavolino col Bojano) ed anche se dagli altri campi non arrivano risultati proprio positivi (ko l’Anziolavinio, ma il Tivoli ha battuto l’Albalonga) il passo avanti in chiave play out appare palese. «Restiamo in ultima posizione – afferma Caputo – ora in compagnia dell’Anzio, ma ciò che mi rende più fiducioso è l’atteggiamento della squadra che ha lottato con grinta ed ardore per tutti i novanta minuti. La missione-salvezza è difficile, ma non impossibile e noi dobbiamo crederci, senza abbatterci davanti alle difficoltà, che da qui alla fine del campionato saranno tantissime». In sala stampa mister Caputo non ha ancora smaltito completamente la ‘‘foga agonistica’’ ed oltre ad attaccare qualche giornalista, a suo dire poco ‘‘attaccato alla causa nerazzurra’’ lancia chiari messaggi alla squadra e agli addetti ai lavori: «Qualcuno ci dà già per morti…, ma visto che lo aveva già fatto in altre occasioni, ci costringerà a ‘‘resuscitare’’ un’altra volta». Dopo lo sfogo Caputo viene dirottato sulle questioni tecniche e parla anche del nuovo assetto tattico e del tridente d’attacco: «Lo abbiamo provato in settimana e può essere una buona soluzione anche per il futuro, anche perché per conquistare la salvezza dobbiamo provarle tutte, anche se a mio avviso al di là di schemi e moduli, da questo momento in poi faranno la differenza altri aspetti, come la determinazione, la voglia e la capacità dei giocatori di ‘‘tirar fuori’’ gli attributi». Caputo è un fiume in piena ed il suo spirito è quello giusto, ma per ‘‘uscire dalle sabbie mobili’’ (per usare una espressione cara al mister) rimane il bisogno di un’impresa.
LA CRONACA – La Civitavecchiese ha giocato due-terzi della sfida col Campobasso in inferiorità numerica per l’espulsione di Fantin alla mezz’ora del primo tempo, ma sulla bilancia delle occasioni, la lancetta pende nettamente a favore dei padroni di casa. Per il primo appuntamento al Fattori del 2007 Caputo aveva infatti presentato una squadra sbilanciatissima con un tridente d’attacco (Loiseaux e Pacenza esterni e Gagliardini centrale) e Spirito a centrocampo al fianco di Macaluso e Bevilacqua. Una soluzione che ha permesso ai nerazzurri di trovare spesso la porta nel primo tempo diverse volte e Pacenza con due potenti conclusioni ha ‘‘scaldato’’ le mani al portiere molisano. Nella ripresa il tecnico nerazzurro è stato costretto a rivedere l’assetto tattico della squadra e con Marcoaldi e Boriello al posto di Pacenza e Loiseaux ha schierato un 4-4-1 con Gagliardini unico terminale offensivo.
Nella ripresa grande battaglia sulla mediana e nell’unica occasione in cui la difesa nerazzurra è stata sorpresa Baroncini ha fatto un miracolo sul colpo di testa di Lenci. Soprattutto negli ultimi 10’ con una punizione ed una girata di Gagliardini, i nerazzurri orfani di Caputo (anche lui espulso) sono andati ad un passo dalla vittoria, reclamando anche un calcio di rigore per un fallo sul centravanti della squadra di casa.
LE PAGELLE:
Baroncini 7: Provvidenziale nella ripresa, si conferma una sicurezza;
Gravina 6,5: Prima in difesa e poi sulla mediana, sull’out recita senza sbavature ;
Poggi 7: Preciso in copertura, propositivo in attacco;
Bevilacqua 6,5: Battaglia con Torrens e poi tanto lavoro oscuro;
Fantin 5: Si fa espellere ingenuamente e se il secondo ‘‘giallo’’ l’arbitro poteva pure risparmiarselo, sul primo il commette una leggerezza.
Paolini 7,5: Non sbaglia un intervento, assistito da una forma smagliante; .
Loiseaux 6. Punta esterna molto vivace, ma un problema muscolare lo mette ko (dal 1’st Marcoaldi 5,5: Gioca terzino destro e fatica ad entrare in partita);
Macaluso 7: Il capitano fa ‘‘legna’’ sulla mediana e non disdegna sortite offensive dopo aver anche fatto il difensore: ovunque.
Gagliardini 7,5: Ci prova in ogni maniera e reclama anche un rigore: la fortuna non è dalla sua parte, ma il ‘‘toro’’ dimostra di essere l’arma in più dei nerazzurri;
Spirito 6: Si sacrifica a centrocampo, anche col tridente, privilegiando la quantità alla qualità;
Pacenza 6: Parte largo a sinistra ed arriva pericolosamente al tiro (1’st Boriello 6,5: Stringe i denti e dà il massimo, con un bel salvataggio e tanta grinta).

