Cronaca
22 Aprile 2013
''Il commissario revochi l’ordinanza di non potabilità''

di GIANTELEMACO PERTICARA’

I risultati delle analisi delle acque rientrano nella norma e il presidente del Nuovo Mignone Renato Solinas torna a chiedere la revoca dell’ordinanza di non potabilità. La notizia è di questa sera, quando sono stati diffusi i dati relativi ai prelievi effettuati dall’Azienda Sanitaria il 30 marzo presso il partitore di Poggio Capriolo, che mostrano un tasso di trialometani pari a 30, proprio al limite di quanto consentito dalla legge. Un risultato positivo, il terzo consecutivo dopo l’esito confortante delle analisi svolte sui campioni prelevati sempre dalla Asl al partitore il 19 e il 23 marzo (che avevano dato come esito rispettivamente 28 e 25) e di quelle fatte anche dalla Guardia di Fianza. Quanto basta, secondo Solinas, per affermare che sono ormai venute meno le cause di non potabilità. «Si tratta di una conquista importante – ha anche detto il presidente – soprattutto perché premia il grande impegno che l’intero Consorzio del Nuovo Mignone, dal Cda ai dipendenti, ha speso per uscire da questa emergenza, lavorando notte e giorno senza sosta. In questo periodo abbiamo eseguito interventi radicali sia sulla chimica che sulla meccanica degli impianti, abbiamo sostituito un filtro a carbone e predisposto il rimpiazzo anche dell’altro e programmato il potenziamento o la verifica del funzionamento dei filtri a sabbia, il tutto in tempi rapidi, nonostante i numerosi vincoli di carattere amministrativo e burocratico e la limitatezza delle risorse a nostra disposizione. Provvederemo nei prossimi giorni anche alla pulizia delle vasche di accumulo di Poggio Capriolo e in seguito anche a quella dei vasconi di mandata, che saranno anche disinfettati». Solinas rivela poi l’esistenza di un progetto, commissionato ad un ingengnere per la pulitura dell’invaso del bacino e la rimozione di circa 24-25mila metri cubi di fango che oggi ostruiscono proprio il bacino di contenimento. «Una faccenda che va risolta – spiega Solinas – innanzitutto perché si tratta di un vero e proprio strato di 5 metri di spessore, che costituisce l’incubatrice ideale per i batteri. Così si recupera anche dello spazio, che diventa utile soprattutto nella stagione estiva, quando l’accumulo di acqua diventa una priorità. Abbiamo già presentato il progetto all’Autorità di Bacino e ci auguriamo di avere una risposta celere, così che si possa già a giugno svolgere la gara ed eseguire i lavori nei mesi estivi, quando il fiume è in secca ed è possibile installare un by-pass per deviare il flusso delle acque. Insomma – conclude Solinas – posso dire senza timore che il Consorzio ha lavorato al massimo delle sue possibilità».