Cultura e Spettacoli
22 Aprile 2013
La costa laziale tra storie <br />di pescatori e il mito di Ulisse <br />

La costa laziale tra Terracina e Gaeta, fin quasi al confine con la Campania, è certamente un itinerario unico da vedere. Il Mar Tirreno, in questo tratto, è fantasmagorico: con un paesaggio che muta improvvisamente fino al Circeo dove i monti Ausoni ed Aurunci, si staccano dall’Appennino per tuffarsi in mare. I centri abitati eredi di città latine sorte lungo la Via Appia e la Flacca sono Gaeta, Sperlonga, Formia, Terracina – tutte con un patrimonio archeologico eccezionale. Scendendo lungo la via Pontina la prima città è Terracina, di fondazione greca,etrusca e romana con il borgo medievale ricco d’atmosfera, la piazza del Municipio e quella del Duomo. Sulla vetta del monte Sant’Angelo le scenografiche rovine del tempio di Giove Anxur. Più a sud c’è Sperlonga, borgo peschereccio, arroccato con le sue bianche case su uno sperone roccioso che offre una piacevole passeggiata per le viuzze del borgo medievale, con l’antica torre Truglia. Irrinunciabile, la visita alla villa e alla Grotta di Tiberio dove nel vicino Museo Archeologico sono conservati eccezionali gruppi statuari relativi al mito di Ulisse; come cornice, un tratto di costa intatto e i fondali dell’oasi blu del Wwf. Per cocludere poi il nostro weekend Gaeta, città latina con la sua storia portuale e di meta di villeggiatura per la sua posizione strategica sulla costa. Nel centro storico: il Duomo, la chiesa dell’Annunziata con la Grotta d’Oro e il quartiere medievale sul promontorio. Ed infine, proprio di fronte ai quartieri moderni la spiaggia e il lungomare di Serapo. Negli immediati dintorni prima di rientrare un salto al parco urbano del Monte Orlando con il mausoleo di Lucio Munazio Planco e il santuario della Montagna Spaccata.
Mat. Mar.