FROSINONE – Ieri pomeriggio a Frosinone il tempestivo intervento della Polizia di Stato ha permesso di sventare una grave truffa ai danni di un’anziana donna e di arrestare in flagranza di reato un uomo. Intorno alle 14:30, un sedicente appartenente alle forze dell’ordine ha chiamato la vittima sul telefono fisso sostenendo la necessità di verificare se i gioielli in casa fossero provento di rapina; ha chiesto di consegnarli a un sedicente “cancelliere del Tribunale”, pretendendo anche 8.000 euro in contanti per revocare una presunta denuncia.
Il figlio della donna presente in casa ha intuito immediatamente il raggiro e ha allertato il Numero Unico di Emergenza avvicinando il proprio cellulare al telefono della madre e permettendo così agli operatori della Sala Operativa della Questura di Frosinone di ascoltare in diretta la conversazione fraudolenta e coordinare l’intervento.
Sul posto è giunta immediatamente la pattuglia della Squadra Volante i cui agenti si sono appostati in posizione defilata all’interno dell’appartamento per non insospettire i malviventi mentre poco dopo l’anziana ha notato dalla finestra un giovane sospetto scendere da un’autovettura.
In supporto è intervenuto anche il personale della Squadra Mobile in abiti civili e non appena il sospettato ha varcato l’ingresso della proprietà privata, accorgendosi della presenza dei poliziotti, si è dato a una repentina fuga sul retro scavalcando due recinzioni in ferro e addentrandosi nei campi incolti.
La Sala Operativa ha immediatamente diramato le note di rintraccio consentendo agli equipaggi sul territorio di cinturare l’intera area e di intercettare il fuggitivo poco dopo.
Il soggetto, un ventisettenne residente in provincia di Napoli con a carico numerosi pregiudizi di polizia specifici, è stato arrestato in flagranza per il reato di tentata truffa aggravata e, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Frosinone.
È obbligo rilevare che l’indagato, è, allo stato, solamente indiziato di delitto e la sua posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente, e solo dopo la emissione di una sentenza passata in giudizio, lo stesso sarà, eventualmente, riconosciuto colpevole, in maniera definitiva, del reato ascritto. Il tutto in ossequio al principio costituzionale di presunzione di innocenza.


