di FRANCESCO BALDINI
CIVITAVECCHIA – Il mondo dell’infanzia e dell’educazione protagonisti di una tavola rotonda alla biblioteca comunale. Iniziati ufficialmente i lavori per la festa dell’infanzia 2016 che vedrà giornate di open day nelle strutture comunali dal 12 al 20 e si concluderà con una grande festa al parco dell’Uliveto il 24. Tanti gli ospiti illustri che sono intervenuti nel corso dell’evento che si è tenuto oggi nella sala conferenze della biblioteca comunale. L’amministrazione comunale era rappresentata dal Sindaco pentastellato, Antonio Cozzolino, dall’assessore Gioia Perrone e dalla consigliera comunale Fabrizia Trapanesi. Quest’anno il contributo degli sponsor è stato fondamentale per l’organizzazione, assieme agli sforzi dell’assessorato all’istruzione. Molti spettatori evento, soprattutto genitori interessati. «Genitori non si nasce, si diventa – ha spiegato, rivolgendosi a loro, la dottoressa Maddalena Oliviero – è importante imporre delle regole educative ai propri figli per fare in modo che si integrino nella società in maniera serena. Bisogna – ha aggiunto – sempre motivare i divieti ed occuparsi dell’educazione emozionale, ovvero, insegnare al bambino a dare un nome ai propri sentimenti». È stato poi il turno del dottor Massimo Ceccobelli che ha parlato dell’importanza dei nidi: «Diventa la prima realtà che i bambini incontrano, all’interno possono iniziare un percorso di condivisione con i coetanei per mettere in atto tutte le potenzialità dello sviluppo ed è anche uno spazio in cui si può fare prevenzione su eventuali problemi del bambino». Il professore dell’Università di Roma tre, dottor Gilberto Scaramuzzo, ha parlato della pedagogia dell’espressione: «L’essere umano – ha detto – è felice solo se riesce ad esprimersi, arrivare ad esprimersi vuol dire arrivare a dire quello che soltanto io posso dire, l’essere umano ha bisogno però dell’aiuto qualificato di un altro essere umano ed è qui che entra in gioco la pedagogia. Ognuno di noi c’è ed ha una propria originalità che va espressa. Il bambino mette in atto un processo di mimesis e si rende simile a qualcuno o a qualcosa per comprenderlo, non dobbiamo bloccare questo processo, anzi – ha concluso Scaramuzzo – dai bambini abbiamo molto da imparare».

