Sindaci, comitati e rappresentanti delle istituzioni hanno partecipato all’iniziativa nella Capitale per ribadire il no all’ipotesi di un sito per i rifiuti radioattivi nel Viterbese
ROMA – Dalla Tuscia al cuore di Roma per ribadire un messaggio chiaro: il territorio viterbese non può ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. È questo il significato della manifestazione che si è svolta il 20 giugno lungo il Tevere, promossa nell’ambito della mobilitazione che da anni vede impegnati amministratori locali, associazioni e comitati contrari all’individuazione di uno dei siti della Tuscia come sede del futuro impianto nazionale.
All’iniziativa hanno preso parte sindaci del Viterbese, rappresentanti dei comitati contro le scorie nucleari, consiglieri regionali e delegati delle istituzioni romane. I partecipanti si sono imbarcati dallo Scalo de Pinedo e hanno percorso il tratto urbano del Tevere fino all’Isola Tiberina, per poi concludere la giornata con un incontro pubblico a Piazza Belli.
Secondo i promotori, la manifestazione ha rappresentato un momento importante per portare il dibattito oltre i confini della provincia di Viterbo e coinvolgere direttamente la Capitale. L’obiettivo dichiarato è quello di evidenziare come un eventuale deposito nazionale nel territorio della Tuscia non riguarderebbe esclusivamente i comuni interessati, ma avrebbe ricadute anche sull’area metropolitana di Roma.
Al centro delle contestazioni resta il progetto del deposito nazionale destinato ad accogliere circa 95mila metri cubi di rifiuti radioattivi. I promotori della protesta sostengono che il territorio della Tuscia sia incompatibile con una struttura di questo tipo per ragioni ambientali, agricole, paesaggistiche ed economiche.
Nel corso degli anni, amministrazioni locali e associazioni hanno inoltre contestato i criteri utilizzati da Sogin per l’individuazione dei siti ritenuti idonei, chiedendo una rivalutazione delle procedure e delle analisi effettuate. Critiche sono state rivolte anche al Governo e al Ministero dell’Ambiente per la gestione del confronto con i territori interessati.
Tra gli argomenti richiamati durante la manifestazione vi è anche il sostegno espresso in passato da diverse istituzioni romane. I promotori ricordano infatti come il Consiglio comunale di Roma e la Città Metropolitana abbiano approvato atti a sostegno delle istanze provenienti dalla Tuscia.

