Digitalizziamo le distanze
Scuola e Università
26 Maggio 2016
Digitalizziamo le distanze

In Italia sono tantissimi i ragazzi affetti da pendolarismo. No, non si tratta di una nuova malattia, ma della necessità di muoversi sfruttando i mezzi pubblici per raggiungere i grandi centri cittadini: un obbligo per chi abita in periferia o nei piccoli centri vicini alle metropoli, e che necessita di una certa libertà di movimento per raggiungere le zone più animate della regione. Nello specifico, sono soprattutto gli studenti a doversi piegare al pendolarismo: le università dei piccoli centri spesso non possono andare incontro alle richieste dei ragazzi, che preferiscono spostarsi coi mezzi pubblici per raggiungere la città e frequentare i corsi di laurea più importanti e specifici.

Vantaggi del pendolarismo
I vantaggi del pendolarismo sono piuttosto evidenti: spostandosi coi mezzi pubblici, si evita di dover prendere l’auto e spendere così tanti soldi in benzina. Questo non significa che spostarsi in bus, in tram, in treno o in metropolitana sia gratis, ma senza dubbio si va incontro ad una spesa minore rispetto al costo di mantenimento di un’automobile e al prezzo della benzina. Ad esempio, la vita da pendolare è ideale per chiunque voglia godere delle bellezze artistiche di una grande città, o della sua movida notturna: in questi casi basta sapersi organizzare con gli orari, uscire e ritornare a casa sfruttando le comode linee pubbliche notturne. 

Svantaggi del pendolarismo
La questione diventa però decisamente più complessa per i pendolari che devono raggiungere tutte le mattine la città per frequentare le lezioni all’università. Qui la variabile temporale, più che un vantaggio, diventa un nemico con cui combattere quotidianamente: i mezzi pubblici, soprattutto nelle fasce più trafficate, sono spesso inaffidabili oppure invivibili per via delle migliaia di persone che li utilizzano. Senza poi considerare i famigerati scioperi dei trasporti pubblici, che colpiscono almeno un paio di volte al mese (il prossimo è previsto per martedì 31 maggio) e che rendono ulteriormente infernale la vita degli studenti pendolari.

Il futuro è la digitalizzazione
Annullare le barriere temporali e spaziali degli studenti pendolari, e in generale delle persone, è possibile. In Italia, negli ultimi anni, si sono diffuse ad esempio le piattaforme di e-learning che hanno permesso ai cittadini di studiare autonomamente a distanza; così come l’informatizzazione in generale cha permesso ai cittadini di utilizzare il web per portare a termine quelle operazioni che in passato si svolgevano presso gli istituti dedicati, come le operazioni bancarie, per le quali ora esiste l’home-banking, e lo shopping, buona parte del quale viene ora effettuato online. Dal punto di vista dell’istruzione online la Capitale è particolarmente attrezzata, in quanto esistono numerosi corsi di laurea a Roma che è possibile frequentare dal Pc di casa, usufruendo di un sistema didattico all’avanguardia e allo stesso tempo flessibile e pratico. È dunque evidente come la digitalizzazione sia un tema piuttosto caldo nel nostro paese, soprattutto se paragonato a quanto accade negli altri paesi UE.

Nonostante un incremento del 30% degli immatricolati online, comunque, l’Italia può e deve fare di più: non è un caso, infatti, che la digitalizzazione dei processi sia attualmente al centro delle discussioni fra il Premier Renzi e la CISCO Italia, e di come l’argomento sia stato affrontato con grande serietà durante il DIG EAT 2016. La digitalizzazione è il futuro e, in quanto tale, merita una particolare considerazione da parte degli enti e delle istituzioni.