Rimuove una collaboratrice: scoppia il caso Agresti
Scuola e Università
26 Luglio 2017
Rimuove una collaboratrice: scoppia il caso Agresti

LADISPOLI – Rimuove dall’incarico una collaboratrice scolastica e inizia a ricevere chiamate presunte anche dal Ministero. E’ avvenuto a Ladispoli al dirigente scolastico Riccardo Agresti.

«Tutto nasce dalla rimozione dall’incarico da me affidato alla mia prima collaboratrice – spiega il dirigente scolastico – Fatto che ora ha avuto la conseguenza di far inviare una nota a firma di un centinaio di docenti della “Ladispoli 1” per chiedere che io torni per il terzo anno consecutivo ad essere reggente di quella Scuola, per assicurare una continuità gestionale. Una raccolta analoga stia girando fra quei genitori che evidentemente hanno apprezzato la mia linea di difesa dei bambini. Mi risulta anche che stia mulinando un’altra raccolta di firme, per chiedere che invece io non venga assegnato nuovamente in reggenza alla “Ladispoli 1”, in quanto “non sarebbe democratico avere lo stesso dirigente in due diverse Scuole”, ma il vero motivo sembra essere perché ho esautorato la mia ex prima collaboratrice delle sue funzioni».

«La cosa interessante – continua Agresti – è quello che è accaduto fra la rimozione della prima collaboratrice e la partenza di queste raccolte di firme. Per correttezza occorre anche precisare che la mia ex prima collaboratrice si è completamente dissociata da quanto avvenuto e descritto nel seguito, confermando di non esserne assolutamente a conoscenza e personalmente non ho motivi per non crederle».

«Il 28 giugno 2017 ho rimosso dall’incarico, da me affidatole, la mia prima collaboratrice della direzione scolastica, essendo venuti a cadere i presupposti per una buona collaborazione che avevo riposti nella sua persona – spiega nel dettaglio il dirigente –

Nella stessa giornata, alle 12.20 arriva una telefonata alla “Ladispoli 1”, poi inoltrata al mio ufficio. Si tratta di una chiamata da un numero non rintracciabile, fatta da una persona che si dichiara far parte della segreteria del Ministro Fedeli che mi chiede di reinsediare immediatamente la ormai ex vicaria nelle sue funzioni di mia prima collaboratrice. Alle mie rimostranze, che citavano alcuni problemi gestionali scolastici creatisi nella Scuola, mi riferiva che il Ministero avrebbe provveduto ad inviare due ispettori per verificare la situazione, ma che la “vicaria” doveva tornare nelle sue funzioni. -Circa due ore dopo, mi chiama un amico (che chiamerò prof. “Astittico” per semplicità), il quale con due telefonate, nella prima mi chiede di ritornare sulla mia decisione e mantenere come mia collaboratrice la ex “vicaria” per fargli un “favore personale” (lui mi avrebbe, in cambio, fatto avere la reggenza in un liceo vicino la mia abitazione per il prossimo anno), nella seconda mi dice che devo tener conto che lui ha “bloccato” alcune denunce, nei miei confronti a livello di USR, relative a sanzioni disciplinari comminate ad alcuni alunni dai relativi consigli di classe.

Il giorno dopo, nel pomeriggio, sento ancora il professor Astittico che chiede di accelerare il reinsediamento della mia ex prima collaboratrice e, alle mie insistenze di voler conoscere i motivi di queste insistenze, mi invita a cena per il lunedì successivo allo scopo di raccontarmi i motivi della richiesta. Venerdì 30 giugno ricevo una nuova telefonata, sempre da numero riservato, ma questa volta una attenta assistente amministrativa riesce a farsi dire il nome del chiamante. Chiamerò questo interlocutore dott. “Agrunio”, che mi risulta essere il capo della segreteria del Ministro. Mi chiede se abbia provveduto a reinsediare la mia prima collaboratrice in quanto “il Comando Generale dei Carabinieri insiste per averla il prima possibile al suo posto di mia collaboratrice in quanto sul litorale nord di Roma si stanno effettuando delle indagini su fatti gravissimi” e che lunedì una persona di mia conoscenza mi avrebbe rivelato le motivazioni della richiesta.

Terminata la telefonata, ho ovviamente richiamato immediatamente l’ufficio del dott. Agrunio, ma la sua segreteria mi informava che quel giorno non era in uffici»..

«Ho allora fatto in modo che si sapesse in giro il risultato di questa mia telefonata e sono convinto che il prof. Astittico ne sia venuto a conoscenza in breve tempo – continua Agresti Lunedì 3 luglio chiamo la segreteria del Ministro e mi viene confermato che il dott. Agrunio non mi ha mai cercato. Successivamente mi chiama il prof. Astittico, presente “casualmente” a Ladispoli, per invitarmi a prendere un caffè e per spiegarmi le motivazioni della richiesta. Le motivazioni, mi dice, risiederebbero nella fiducia riscossa ad “alto livello” dalla mia ex prima collaboratrice che avrebbe collaborato in passato con il MIUR e che sarebbe stata messa appositamente alla “Ladispoli 1” , come avvenuto per il prof. Astittico stesso e una reggente in altra Scuola di Ladispoli, in quanto ci sarebbe una situazione gravissima (non meglio specificata) sul litorale a nord di Roma, che va da Ostia a Civitavecchia, e queste persone hanno il compito di “vigilare”, per cui devono assolutamente mantenere le loro funzioni. Aggiunge che il dottor Agrunio sarebbe molto irritato per il mio “controllo” effettuato al MIUR. Allo scopo di avere chiarezza sulla veridicità del contatto fra il dottor Agrunio e il prof. Astittico, ho allora fatto inviare, senza farne pubblicità, una mail istituzionale, via pec, al MIUR, chiedendo conferma scritta della richiesta di reinsediamento della ex prima collaboratrice e ricevendo per iscritto la netta negazione della richiesta. Il 6 luglio mi chiama ancora il prof. Astittico e mi chiama ancora il 10 luglio e mi conferma che in serata mi farà avere le motivazioni per le quali debba reinsediare la mia ex prima collaboratrice, ma in serata ricevo una mail senza reali motivazioni oggettive né chiarimenti su quali problemi reali gravino sul litorale. Successivamente, il 12 luglio, ho chiesto prof. Astittico di confermarmi le situazioni descritte perché il tutto mi sembra abbia troppi lati oscuri e non vorrei essere vittima di uno scherzo male organizzato, ricevendo la sua conferma di tutto e anticipandomi che a breve avrei ricevuto la visita di un ufficiale dei Carabinieri, il quale mi avrebbe illustrato su quale “polveriera” sarei seduto e la conseguente necessità di mantenere nelle sue funzioni la mia ex prima collaboratrice attualmente in vacanza.  Sono trascorsi 10 giorni e sto ancora aspettando…».