di CAROLA MILANA
CIVITAVECCHIA – Un tripudio di colori e di allegria, con i bambini che hanno celebrato la Giornata dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, in onore della Convenzione Onu, e che con i loro canti e la loro spensieratezza hanno contagiato tutto il pubblico dell’hotel San Giorgio, grazie all’impegno dell’associazione Le Radici e le Ali e dell’Unicef.(agg. 22/11 ore 9.51) Segue
L’EVENTO. L’evento è stato organizzato con lo scopo di rendere cittadini migliori quelli che saranno gli adulti di domani, affinché possano tramandare questi diritti come altri valori. Nel dettaglio, si è fatto appello alla necessità ed al diritto di protezione e cura, si è parlato dei principi su cui si basano i diritti che sono civili, culturali, economici, sociali e politici, contenendone alcuni rivolti alla protezione dall’abuso e dallo sfruttamento, non escludendo soprattutto il diritto del bambino di essere ascoltato.
L’evento ha avuto lo scopo “di parlare con i più piccoli di alcune tematiche – ha spiegato Selene Casamassima dell’associazione – che a volte non si ha il modo di affrontare”. Un’occasione per informarli; e per farlo al meglio sono stati proprio i ragazzi delle scuole medie Manzi e Regina Elena a spiegare cos’è la Convenzione e l’importanza di alcuni dei 42 Diritti; approvati proprio il 20 Novembre 1989, riscritti da loro per renderli comprensibili a tutti.
I bambini hanno recitato il racconto drammatizzato di Alessandro Tassi sulla nascita della Convenzione, “di cui non dovranno dimenticarsi”, come si sono raccomandati Selene Casamassina e Federico D’Alessandris de Le Radici e le Ali. I due nel corso della manifestazione sono stati protagonisti di un monologo di augurio e di consigli rivolti non solo ai piccoli, richiamando alla mente i diritti di ognuno.
Non è mancato l’intervento di Cristiana Mari, portavoce di ringraziamenti da parte della rappresentante Unicef Pina Tarantino, che ha letto una filastrocca di Giuseppe Bordi contestualizzata alla Giornata di commemorazione.(Agg. 22/11 ore 10.30)
OBIETTIVO. L’obiettio è stato quello di far comprendere come questi diritti non sono solamente rivolti ai bambini, ma all’intera umanità, per una vita migliore. “Non dimenticando il diritto di sognare e quello di non abbandonare mai il bambino che si era – ha aggiunto D’Alessandris – perché la vita di ognuno, prende, anche se solo uno spunto, ispirazione da un sogno. Che sia lo stesso di quando si era bambini o un altro, è il sogno che pone nuovi obiettivi e da la forza di raggiungerli”. (Agg. 22/11 ore 11)

