CIVITAVECCHIA – “Secondo me il bullo utilizza comportamenti sbagliati nei confronti delle altre persone per sentirsi accettato o far parte di un gruppo”. “I bulli provano rabbia duranti gli atti e le vittime provano paura e tristezza. Le parole che usa un bullo sulla vittima solitamente sono offensive e cattive”. Sono solo alcuni dei messaggi esposti ieri mattina nell’atrio dell’aula Pucci, a conclusione del progetto “Sul sentiero di Cappuccetto Rosso” realizzato dalla Consulta delle donne con il contributo della Regione Lazio per promuovere la parità di genere ed il contrasto alla violenza; progetto che ha coinvolto 235 alunni della scuola primaria e secondaria del l’istituto comprensivo Via XVI Settembre. Sono stati loro i protagonisti della mattinata alla Pucci, alla presenza di rappresentanti istituzionali, per dimostrare che i semi piantati durante gli incontri svolti hanno prodotto frutti importanti. All’esterno dell’aula i lavori svolti su bullismo, stalking, stereotipi di genere, violenza. All’interno, invece, il dibattito animato dagli alunni-relatori Annalisa De Fazi, Giada Loreti, Alessandra Marchese, Marianna Marcelletti, Viola Granati, Daniel Melandra, Matteo Meloni, Alessio Romano, Federico Cencioni e Francesco Pronunzio. A moderare l’incontro la presidente della consulta Amelia Ciampa, alla presenza della dirigente scolastica del comprensivo Francesca Licciardello e delle professioniste e volontarie che si sono messe a disposizione per portare avanti l’importante progetto.

