Partito “Scuola e artigianato: un progetto per il futuro” per 28 alunni della 3^ A Meccanica
Scuola e Università
30 Novembre 2019
Partito “Scuola e artigianato: un progetto per il futuro” per 28 alunni della 3^ A Meccanica

CIVITAVECCHIA – Cna e Marconi insieme per creare un ponte tra scuola e mondo del lavoro “Scuola e artigianato: un progetto per il futuro”. La Cna e l’istituto Guglielmo Marconi provano insieme a creare un ponte tra il mondo della scuola e quello del lavoro. Questo mese hanno dato il via, con il contributo della Camera di commercio di Roma, a un’esperienza che vede protagonisti i 28 alunni della 3^ A Meccanica. Il dialogo dei ragazzi con Alessio Gismondi, falegname, presidente della Cna di Civitavecchia, e Vincenzo Lisi, imprenditore del settore della meccatronica, introdotti da Attilio Lupidi, amministratore delegato della società di servizi del sistema Cna e coordinatore del progetto per l’associazione, ha chiuso la prima fase: venti ore in aula con esperti qualificati per spiegare cosa significa far nascere e gestire un’impresa, anche nel rapporto con il territorio, così come per parlare di sicurezza informatica e utilizzo responsabile della rete. E per formare gli studenti in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro con l’organizzazione di un corso di otto ore per lavoratori del settore meccatronico, tanto che è stato rilasciato l’attestato di frequenza a chi ha superato la verifica dell’apprendimento. Un attestato necessario adesso, perché a gennaio i ragazzi prenderanno parte allo stage in alcune aziende di meccatronica di Civitavecchia, Ladispoli, Cerveteri, Santa Marinella e Tolfa, «e utile dopo il diploma – come ha sottolineato Lupidi – per chi vorrà mettersi subito alla ricerca di un lavoro presso un’azienda». Per Gismondi – che ha voluto ringraziare, per la sensibilità mostrata, il dirigente scolastico, Nicola Guzzone, la referente per il progetto, Karen Colosi, e gli altri docenti – si è trattato di un ritorno nella sua vecchia scuola, mentre Lisi è cresciuto sui banchi dell’Istituto Luigi Calamatta. Entrambi hanno però respirato, giovanissimi, l’aria dell’impresa di famiglia.