Speciale medicina
11 Novembre 2020
Presentati alla camera dai palamentari di Intergruppo
Malati di cancro e lavoro, cinque disegni di legge

In campo per chiedere più diritti e parità di trattamento per chi è al tempo stesso lavoratore, pubblico o privato, e paziente oncologico. Una doppia condizione che accomuna sempre più persone, se si considera che in Italia 3,6 milioni di persone convivono con un tumore e la mortalità dal 1995 si è ridotta del 23%. C’è un esercito di “survivor”, molti dei quali lottano per il proprio posto di lavoro e dignità professionale. Puntano a colmare i gap che ancora resistono 5 disegni di legge, presentati alla Camera da altrettanti gruppi, i quali fanno parte dell’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”. Questi provvedimenti, in attesa di essere discussi e approvati, convergono su obiettivi comuni: l’ampliamento del “periodo di comporto” (la conservazione del posto per chi affronta una malattia) e dei permessi per visite mediche, esami strumentali e controlli durante il follow-up. I disegni di legge nascono da incontri e dibattiti in seno all’Intergruppo. I componenti di questo organismo trasversale hanno a loro volta interloquito con le associazioni pazienti nell’ambito del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, iniziativa di advocacy coordinata da Salute Donna Onlus, e sostenuto da 33 associazioni pazienti attive sul fronte dell’universo cancro. Sono tanti gli ostacoli con cui i pazienti-lavoratori si misurano durante il percorso di cura. I più fortunati hanno potuto fare ricorso all’aspettativa non retribuita, molti hanno dovuto affrontare una battaglia per non essere licenziati, altri sono stati licenziati subito dopo aver raggiunto il 180esimo giorno di assenza dal lavoro. E poco importa se questa assenza è stata determinata da una patologia gravissima come un tumore. “Occuparsi delle tutele e dei diritti dei lavoratori/pazienti oncologici è un’esigenza imprescindibile, soprattutto in questo difficile periodo in cui il lavoro è a rischio per tutti, specie per le persone più vulnerabili”, avverte Annamaria Mancuso, coordinatrice del gruppo che si occupa del progetto e presidente di Salute Donna Onlus.

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