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    Cronaca, Società
    6 Maggio 2024
    Trevignano Romano – Il vescovo Salvi sulla veggente Gisella Cardia: “I decreti della Chiesa si rispettano”

    «Non seguire un decreto della Chiesa significa mettersi autonomamente in un’altra sponda”

    TREVIGNANO ROMANO – «I decreti della Chiesa sono attuativi e, tramite un decreto, la Chiesa chiede a tutti i battezzati di seguire il loro Pastore: non so con precisione cosa è avvenuto ieri e non ho gli elementi di contesto, ma posso dire che non seguire un decreto significa mettersi autonomamente in un’altra sponda, autoescludersi dalla comunione della Chiesa». Monsignor Marco Salvi, vescovo di Civita Castellana in provincia di Viterbo, parla al Corriere della Sera all’indomani del nuovo raduno della santona Gisella Cardia sulle colline di Trevignano, alle porte di Roma. (LEGGI TUTTO)

    Salvi è anche l’autorità ecclesiastica che, il 6 marzo, ha firmato il decreto che ha giudicato  al termine delle indagini compiute dalla commissione di esperti, “non sovrannaturali gli eventi”  dalle apparizioni ogni 3 del mese da sette anni  a Campo Le Rose,  alla madonnina  che avrebbe anche lacrimato sangue fino alle prodigiose moltiplicazioni di cibo.Nel decreto, non solo venivano vietati nuovi raduni sulle vette di Trevignano, ma si invitava anche i fedeli a non frequentare più quei luoghi: «Avverto i fedeli – ha scritto chiaramente Salvi nel suo documento – circa l’obbligo disciplinare e spirituale derivante dal pronunciamento ecclesiale di astenersi dall’organizzare e/o partecipare ad incontri privati e/o pubblici (siano essi di preghiera e/o di catechesi) che diano per certa e indubitabile la verità sovrannaturale degli eventi di Trevignano o che siano atti a fare pressione sul vescovo diocesano per modificare le proprie legittime decisioni sugli eventi stessi». «Chi non rispetta il decreto si autoesclude»

    E dunque, cosa succede ora, a Cardia che si è ripresentata pubblicamente nelle vesti di veggente e ai fedeli che ancora la seguono? «Non ci sono provvedimenti successivi, rispetto al decreto – precisa monsignor Salvi -. Il decreto è la pietra miliare, che contiene ciò che la Chiesa tramite la sua autorità ha stabilito. Chi non lo rispetta, come dicevo, si autoesclude. Il termine “scomunica” è improprio, la scomunica è un’altra cosa». Passi successivi, in ogni caso, Salvi dice che non ce ne saranno, almeno nell’immediato: «Se altri vorranno ci potranno essere altri approfondimenti delle autorità giudiziarie, o denunce, ma sono cose esterne alla Chiesa che si è già espressa».