Ultimo weekend prima della sosta per le nazionali novembrina, fortunatamente per calciofili e amanti di Champions o calcio per club l’ultimissima del 2024, anche e soprattutto in Premier, l’NBA del football del Vecchio Continente come sempre ricchissimo di scontri, contenuti, sorprese e tematiche al centro dei riflettori. Riflettori come quelli che ieri sera illuminavano Stamford Bridge per uno dei derby di Londra più importanti degli ultimi due decenni, quello tra Chelsea e Arsenal, coi Gunners chiamati a riprender passo ed i Blues di Maresca ad uno dei primi veri esami di maturità. Uno a uno sotto il Bridge: Arteta steso sul prato all’ultimissima occasione divorata, siluro Pedro Neto a riprendere Martinelli in una ripresa in cui poteva succedere tutto ed il contrario di tutto. Alla fine un punto a testa: continuità Chelsea, boccone amaro Arsenal. Boccone amaro perché se le ambizioni restano rilanciare lotta al titolo al terzo tentativo scappa ancor più su il Liverpool di Slot, continuità straordinaria: Darwin e Salah ad aprire e chiudere, serissimo due a zero ad una realtà da Champions come l’Aston Villa di Emery. Si può adesso francamente accennare al concetto di fuga rossa, proprio per il contenuto più rilevante di giornata che riempie le copertine britanniche da almeno 36 ore: la quarta sconfitta consecutiva del Manchester City di Guardiola, crollato nel finale pure a Brighton, 2-1 Seagulls con rimonta lampo firmata Joao Pedro e Matt O’Riley per una striscia negativa che dalle parti dell’Etihad non fioccava dai tempi di Stuart Pearce, una striscia invece letteralmente mai vissuta in carriera da uno dei più grandi della storia di questo sport, come Pep. Tempi complicati, ma mai dar per vinta un’istituzione egemonica come il Man City dell’era catalana, pur senza Beguiristain ed un futuro tutto da scrivere: siamo solo a novembre, si sente sì l’assenza di Rodri destinata a perdurare, ma dopo la sosta torneranno a ruggire più forti di prima, statene certi. Chi più che ruggire blatera chiacchiere resta invece Postecoglou, filosofia utopistica e scriteriata: ottovolante Tottenham, stavolta sconfitto in casa persino dall’Ipswich, McKenna scuola Spurs centra la prima vittoria in Premier del club di Portman Road. Tottenham addirittura decimo al secondo di progetto australiano, proprio quando (sulla carta e fattivamente quindi soltanto a chiacchiere) avrebbe dovuto raccogliere i frutti di presunta filosofia seminata. Peggior inizio di stagione degli ultimi 20 anni, a Londra nord. Tutt’altra atmosfera si respira persino ad Old Trafford, col popolo United risollevato dalla transizione Van Nisterlooy (a cui tributato splendido e commovente omaggio da primi 2000). Continuità e risalita, tre a zero pure al Leicester: adesso tutto pronto per accogliere Ruben Amorim. Stop per il sorprendente Forest di NES rimontato stavolta dal Newcastle, in copertina stavolta va Marco Silva: continuità Fulham, due a zero pure in casa Palace. In coda si sblocca il Wolverhampton: primo successo stagionale al Molineaux, due a zero nel pesantissimo scontro salvezza coi Saints. In chiosa solo zero a zero per il West Ham all’Olimpico con l’Everton: occhio alla posizione di Lopetegui.

