ROMA – I gruppi di opposizione in Consiglio regionale del Lazio hanno presentato un emendamento al bilancio per rafforzare la dotazione finanziaria della Fondazione Roma & Lazio Film Commission e avviare un programma straordinario dedicato ai “terzi luoghi”, con particolare attenzione alle sale cinematografiche.
L’emendamento nasce dalla consapevolezza che il settore cinematografico e audiovisivo rappresenta uno dei pilastri culturali, sociali ed economici della Regione, ma che negli ultimi anni molte sale, pubbliche e private, hanno attraversato una crisi profonda, aggravata dal cambiamento delle abitudini di fruizione, dalla concorrenza delle piattaforme digitali e dall’aumento dei costi di gestione. Una crisi che rischia di produrre un impoverimento del tessuto urbano e una perdita irreversibile di spazi di aggregazione e partecipazione culturale.La proposta delle opposizioni punta a ripensare le sale cinematografiche come “terzi luoghi”, sul modello delle esperienze già sperimentate con successo in diverse capitali europee, a partire da Parigi: spazi aperti e multifunzionali, attivi durante l’intero arco della giornata, capaci di ospitare non solo proiezioni cinematografiche, ma anche attività culturali, formative, sociali e civiche. Luoghi vivi, accessibili e radicati nei quartieri, in grado di rafforzare il capitale sociale, contrastare la desertificazione urbana e ricostruire comunità.Lo stanziamento aggiuntivo di 4 milioni di euro previsto dall’emendamento è finalizzato alla realizzazione di un programma regionale di rigenerazione e rifunzionalizzazione dei cinema attivi o in disuso, nonché di spazi polifunzionali a prevalente funzione cinematografica, trasformandoli in presìdi culturali innovativi e sostenibili. Il programma sarà attuato attraverso bandi pubblici, con criteri di qualità, accessibilità e impatto sociale, e con un costante monitoraggio dei risultati.La Fondazione Roma & Lazio Film Commission – istituzione che mette insieme le energie della Regione e di Roma Capitale – viene individuata come soggetto attuatore naturale dell’intervento, in virtù della mission statutaria, della rete di relazioni con gli operatori del settore e del ruolo di cerniera tra istituzioni, territori ed esercenti culturali.«Con questo emendamento – dichiarano le opposizioni – proponiamo una visione di politica culturale che guarda al futuro: non un semplice sostegno alle sale in difficoltà, ma un investimento considerevole su spazi capaci di tenere insieme cultura, socialità, conoscenza e formazione. Il cinema può tornare a essere un luogo centrale della vita collettiva, soprattutto nei quartieri e nei territori che oggi soffrono la mancanza di spazi pubblici».Le opposizioni chiedono ora alla maggioranza di sostenere l’emendamento, aprendo un confronto serio su una strategia regionale che metta la cultura e la conoscenza al centro di un nuovo modello di sviluppo inclusivo e sostenibile per Roma e per l’intero Lazio.Così in una nota i capigruppo Ciarla (Pd), Zuccalà (M5S), Tidei (IV), Marotta (SCE), D’Amato (Azione), Zeppieri (Pp).

