VITERBO – La Fiera dell’Annunziata continua a perdere pezzi. In vista dell’edizione del 25 marzo 2026, la giunta comunale ha approvato il 27 febbraio una delibera che prende atto del calo progressivo degli operatori e interviene con una rimodulazione del tracciato. Un intervento che punta a ricompattare la manifestazione, ma che non affronta il problema alla radice.
Negli ultimi anni, tra concessioni revocate, attività cessate e assenze dei titolari, diversi posteggi sono rimasti vuoti. Il risultato è una fiera frammentata, con tratti meno animati rispetto al passato.
I dati contenuti negli atti parlano di una presenza ridotta in alcune aree: quattro banchi in via Garibaldi, tre in piazza San Faustino, 34 in piazza Martiri d’Ungheria. Zone che in passato rappresentavano punti centrali dell’evento oggi mostrano segnali evidenti di ridimensionamento.
Non mancano le difficoltà logistiche: il cantiere in piazza Fontana Grande limita gli spazi disponibili, mentre le fioriere in piazza del Plebiscito restringono ulteriormente le aree utilizzabili. Tuttavia, il nodo principale resta la diminuzione degli operatori.
Per l’edizione di quest’anno l’amministrazione ha scelto una riorganizzazione definita temporanea e sperimentale. Il nuovo percorso interesserà parte di via Cavour, via Ascenzi, piazza dei Caduti, il primo tratto di piazza Martiri d’Ungheria lato pensilina (escluso il parcheggio), largo Benedetto Croce, via Marconi, piazza Verdi, via Fratelli Rosselli, via Matteotti, piazza della Rocca, via Amendola e via San Faustino.
Gli operatori attualmente collocati in via Garibaldi e in piazza Fontana Grande saranno trasferiti, compatibilmente con gli spazi, in via Cavour. Quelli di piazza Martiri d’Ungheria e piazza del Plebiscito verranno ricollocati tra via Ascenzi e piazza della Rocca. Le postazioni rimaste vacanti potranno essere utilizzate per un mercato straordinario.
È stata inoltre prevista la riapertura del parcheggio di piazza Martiri d’Ungheria per agevolare l’afflusso dei visitatori. Sul piano economico, la delibera dispone lo svincolo di 2.376 euro e una variazione di 1.900 euro tra capitoli del Peg 2026 per coprire costi organizzativi e contributi alle associazioni coinvolte, tra cui Protezione civile, Misericordia e vigili del fuoco.
L’intervento si concentra quindi sulla riorganizzazione degli spazi, con l’obiettivo di rendere più compatta la manifestazione. Resta però aperto il tema del rilancio di una delle ricorrenze storiche cittadine, che negli ultimi anni ha registrato un progressivo ridimensionamento.

