Ha del calcisticamente clamoroso quanto avvenuto nelle ultime ore nel Medioriente. Il trionfo, il riscatto e la redenzione di Roberto Mancini, proprio nell’ultima notte calcistica.
Per l’ex commissario tecnico della nazionale italiana, chiusa l’esperienza a più ombre che luci ma soprattutto tanta tensione sulla guida della nazionale Saudita, le porte del Qatar con la scelta Al-Sadd sono state fin qui un successo: vinto stanotte il titolo qatariota, arrivato matematicamente vista la clamorosa sconfitta dei rivali inseguitori dello Shamal. 21° scudetto qatariota della storia del club, ma soprattutto 15° titolo ad arricchire il già prestigioso palmares del Mancio.
Ma non c’è stato inizialmente tempo per festeggiare, proprio no. Perché proprio stanotte il suo Al-Sadd ha sbattuto fuori l’Al Hilal di Simone Inzaghi, quello delle stelle, da Milinkovic a Benzema. Dopo un pirotecnico 3-3 fino ai supplementari, decisiva la lotteria dei rigori: sbaglia proprio il Pallone d’Oro, vince Mancini, fuori l’ex allenatore dell’Inter. Un colpo mediatico e roboante, un pass agli ottavi che gli vale i quarti di finale della Champions asiatica.
Tutto in una notte. Perché s’è potuto dunque brindare alla concomitante vittoria matematica del campionato qatariota. Una notte di redenzione mediatica, quella del Mancio. Che ha scelto la vita faraonica e sfarzosa, ma adesso finalmente con successo. E qualcuno lo rivuole presto commissario tecnico dell’Italia: ora non c’è più Gravina, chissà.

