Tra calici e sapori: il cuore di “Terre di Maremma” conquista il Vinitaly (FOTO)
Cronaca
15 Aprile 2026
Tra calici e sapori: il cuore di “Terre di Maremma” conquista il Vinitaly (FOTO)

VERONA – Il vino scorre nei calici, ma è tra i profumi che si alzano nell’aria che il Vinitaly rivela una delle sue anime più autentiche. Tra i padiglioni affollati della Fiera di Verona, il viaggio dei visitatori non si ferma alla degustazione: continua, intenso, tra sapori che raccontano territori lontani. È qui che la Maremma prende vita. Non in un racconto, ma in un assaggio.

 

Davanti alla Porta San Zeno, tra il brusio continuo e il passaggio incessante di appassionati, lo stand di “Terre di Maremma” è un piccolo mondo a sé. A guidarlo c’è Domenico Eleuteri, custode di una storia che affonda le radici in quattro generazioni e che oggi continua a parlare attraverso il linguaggio più immediato: quello del gusto.

 

 

Da Montalto di Castro fino a Verona, ogni prodotto porta con sé un frammento di terra, di tradizione, di memoria. I salumi e i formaggi non sono semplici accompagnamenti: sono racconti. Racconti di campagne, di lavorazioni antiche, di gesti tramandati nel tempo.

 

Chi si ferma per un assaggio spesso resta più a lungo del previsto. Prima la curiosità, poi la sorpresa. Infine, quella consapevolezza che solo i sapori autentici sanno lasciare: la qualità si riconosce, sempre.

 

 

E poi c’è lui, il “Maremma burger”. Non un panino qualsiasi, ma una dichiarazione d’intenti. Carne selezionata, pane all’altezza e un equilibrio che trasforma uno street food in esperienza. Un morso dopo l’altro, il confine tra fiera e cucina d’eccellenza si dissolve.

 

A chiudere il cerchio arriva la dolcezza del “Pandolce del Ducato di Castro”. Una ricetta riemersa dal passato, scritta da Guerrino Geronzi e custodita per anni prima di tornare a vivere. Oggi si presenta in sei varianti, ognuna con una sfumatura diversa, ma tutte unite da un’unica anima: quella della tradizione che si rinnova.

 

 

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: uno stand sempre pieno, mani che si allungano per un assaggio, sorrisi che si accendono. Perché al Vinitaly, a volte, il viaggio più sorprendente non è nel vino. È in ciò che lo accompagna.