Stretto di Hormuz, navi sequestrate e colpite: coinvolta anche la Msc Francesca, cresce la tensione nel Golfo
Cronaca
22 Aprile 2026
Stretto di Hormuz, navi sequestrate e colpite: coinvolta anche la Msc Francesca, cresce la tensione nel Golfo
Si complica ulteriormente la situazione mentre il mondo resta con il fiato sospeso

MONDO – La tensione nello Stretto di Hormuz torna ad alzarsi dopo un intervento delle forze navali iraniane che ha coinvolto tre navi commerciali, tra sequestri e attacchi. Tra le imbarcazioni finite nel mirino c’è anche la portacontainer Msc Francesca, in un episodio che riaccende l’attenzione internazionale su uno dei punti strategici più delicati per il traffico marittimo mondiale.

Secondo quanto comunicato nella mattinata di mercoledì 22 aprile dalla Marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, due mercantili sarebbero stati fermati durante il transito nello Stretto e successivamente scortati verso le acque iraniane. Le navi coinvolte sono la Msc Francesca, che i media iraniani indicano come collegata a Israele, e la Epaminodes. Le autorità iraniane sostengono che entrambe avrebbero violato le regole di navigazione previste nell’area, tentando di attraversare lo Stretto senza le necessarie autorizzazioni e alterando i sistemi di identificazione, mettendo così a rischio la sicurezza della rotta. Secondo fonti militari citate dai media locali, il comandante della Msc Francesca non avrebbe risposto ai ripetuti richiami radio prima dell’intervento.

Oltre al sequestro, la stessa Msc Francesca sarebbe stata anche colpita mentre si trovava a circa 28 chilometri dalle coste dell’Oman. L’unità, battente bandiera panamense, era partita dall’Arabia Saudita ed era diretta verso Singapore. L’impatto avrebbe causato danni rilevanti allo scafo. L’Oman, che negli ultimi mesi ha collaborato con Teheran per definire procedure di autorizzazione al transito delle navi commerciali, non riconosce tuttavia la possibilità di una chiusura unilaterale dello Stretto da parte dell’Iran, una posizione condivisa da diversi Paesi dell’area del Golfo.

Un terzo episodio riguarda la nave Euphoria, che secondo fonti iraniane sarebbe stata colpita e risulterebbe ora incagliata vicino alle coste dell’Iran. La notizia è stata diffusa dall’agenzia Fars, ritenuta vicina ai Guardiani della Rivoluzione, e rilanciata anche da media internazionali.

Gli analisti interpretano l’operazione come un segnale politico e militare in un contesto già segnato da forti tensioni nelle ultime settimane. In particolare, l’azione viene letta come un avvertimento rivolto agli Stati Uniti: senza un cessate il fuoco nelle aree di conflitto, la sicurezza del passaggio nello Stretto di Hormuz — snodo fondamentale per il commercio energetico globale — potrebbe non essere garantita.

Intanto, secondo fonti internazionali, Iran e Oman starebbero lavorando a un nuovo sistema di gestione del traffico marittimo nello Stretto, dopo settimane di tensioni seguite alle operazioni militari congiunte israelo-statunitensi di fine febbraio. Per Teheran, la sicurezza di Hormuz rappresenta una linea invalicabile, e l’azione contro i tre mercantili sembra voler ribadire con forza questa posizione.