Mai tempo fu più galantuomo. O meglio, mai tempo fu più.. già galantuomo. Perché a soli 37 anni Francesco Farioli è riuscito a riscattare quella delusione dell’anno scorso, quando nonostante sforzi e ricostruzione senza risorse alla fine incassò quella clamorosa rimonta dal PSV che tolse il titolo all’Ajax nonostante quei decantati nove punti di vantaggio.
Quanto bastò per stuzzicar la lingua di superficiali conservatori italiani. Chi sosteneva quanto e come Farioli fosse soltanto filosofia, addirittura moda, niente più che un’illusione. Invece, un anno dopo, deve per forza cambiar la narrativa. Perché se a 36 anni con coraggio sfiorava l’impresa con l’Ajax, un anno dopo a sole 37 primavere ribaltata la Liga portoghese tra Sporting e Benfica di Mourinho e riporta il Porto sul trono del Portogallo.
Con due giornate d’anticipo, i Dragoni si sono appena laureati campioni. Il merito della ricostruzione è di Farioli, che non vince col miglior attacco ma pensate bene, proprio con la miglior difesa. Idee chiare, aggressività, ma soprattutto solidità. Farioli conquista le copertine estere, assai più di quelle italiane, ma diventa oggettivamente un orgoglio vantare un tecnico così giovane che tra Eredivisie e Liga portoghese sta facendo ciò che sta facendo. Gli mancava solo questo: vincere. A 37 anni gira l’Europa e lo fa, eccome. Un anno dopo quelle lacrime di dolore ad Amsterdam adesso sono lacrime di gioia ad Oporto. Una bella storia da raccontare. Ed è solo l’inizio.

