Cronaca
6 Maggio 2026
Maxi blitz antidroga a Roma: 18 arresti, tra loro anche un viterbese
Il 33enne originario del Viterbese è ritenuto dagli investigatori uno dei promotori del gruppo insieme a un romano di 38 anni

Roma – Un’organizzazione strutturata, legata ai principali ambienti della criminalità romana e capace di gestire traffici internazionali di droga con metodi violenti. È questo il quadro emerso dalla maxi operazione scattata all’alba nella Capitale, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia.

Sono 27 le persone indagate, mentre 18 sono finite in manette, di cui due agli arresti domiciliari. Tra i nomi spicca anche quello di un 33enne originario del Viterbese, ritenuto dagli investigatori uno dei promotori del gruppo insieme a un romano di 38 anni. I due, già noti alle forze dell’ordine, avrebbero costruito una rete autonoma ma in stretto collegamento con figure di rilievo della criminalità capitolina.

L’indagine ha permesso di ricostruire un sistema ben organizzato, attivo da anni soprattutto nell’area di Cinecittà e nel quadrante sud-est della città, con ramificazioni anche sul litorale e nell’hinterland. Il gruppo si occupava principalmente dell’importazione di ingenti quantitativi di stupefacenti dall’estero, in particolare dalla Spagna, per poi distribuirli sul territorio. Le partite di droga, tra hashish e cocaina, generavano profitti elevatissimi e venivano gestite attraverso una rete di affiliati con compiti ben definiti.

Oltre al traffico di droga, agli indagati vengono contestati anche episodi di sequestro di persona e tentato omicidio, spesso legati al recupero crediti o a contrasti interni al mondo criminale. Le indagini hanno inoltre fatto luce su alcune sparatorie e gambizzazioni avvenute tra novembre e dicembre dello scorso anno nella zona del Tuscolano, inserendole in un contesto di faide tra gruppi rivali.

Determinante per l’inchiesta è stato il contributo di un collaboratore di giustizia, le cui dichiarazioni hanno permesso di ricostruire dall’interno le dinamiche dell’organizzazione, i rapporti tra i membri e le modalità con cui venivano gestiti affari e conflitti.

Tra gli episodi più gravi emersi figura anche un sequestro di persona avvenuto nel 2021 a Sulmona, collegato a una partita di droga e a un ingente ammontare di denaro sparito durante una trattativa in Spagna. Per recuperare la somma, il gruppo avrebbe messo in atto azioni intimidatorie e violente, arrivando a rapire un familiare di un intermediario.

Secondo gli inquirenti, i vertici dell’organizzazione gestivano direttamente sia l’approvvigionamento dello stupefacente sia la sua distribuzione, oltre a controllare la cassa e il reinvestimento dei proventi illeciti. Un sistema capace di muovere grandi quantità di droga e denaro, sostenuto anche dalla disponibilità di armi e da una rete di contatti in Italia e all’estero.

L’operazione rappresenta un duro colpo a un gruppo che negli anni aveva consolidato la propria presenza nel territorio romano, intrecciando traffici internazionali e violenza locale.