Il primo cittadino chiede l’istituzione di un Tavolo in Prefettura per affrontare la questione
VALLERANO – “In merito alla prevista apertura di un Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) nel territorio del Comune di Vignanello, di cui abbiamo preso notizia tramite gli organi di stampa, sento il dovere di intervenire per rappresentare con chiarezza la posizione dell’Amministrazione comunale e le preoccupazioni che stanno emergendo in modo sempre più diffuso tra i cittadini.
La prospettata collocazione di un numero significativo di migranti nella zona di Centignano, area residenziale e in fase di sviluppo, con numeri che sta generando un clima di forte apprensione. Una situazione che non riguarda soltanto Vignanello, ma coinvolge direttamente anche le comunità limitrofe, tra cui Vallerano, legate da rapporti sociali, familiari ed economici consolidati.
Si tratta di preoccupazioni reali, che meritano rispetto e risposte, non sottovalutazioni. La nascita di comitati civici e le iniziative spontanee che si stanno sviluppando in questi giorni rappresentano il segnale evidente di un bisogno di ascolto e di coinvolgimento che non può essere ignorato.
È necessario essere chiari: questa Amministrazione è da sempre favorevole a un modello di accoglienza serio, responsabile e legato alla sicurezza dei territori. Non abbiamo mai fatto, né faremo, battaglie ideologiche su questi temi. Ne è dimostrazione concreta il fatto che il Comune di Vallerano è capofila, da anni, di un progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), che coinvolge anche Vignanello e che rappresenta un esempio positivo di accoglienza diffusa, governata e orientata all’integrazione.
Proprio per questo, riteniamo profondamente sbagliata la scelta di ricorrere a soluzioni come i CAS. I Centri di Accoglienza Straordinaria nascono per far fronte a situazioni emergenziali, ma negli anni sono diventati uno strumento ordinario, spesso caratterizzato da concentrazioni numericamente rilevanti, da una gestione non sempre adeguatamente integrata con i territori e da percorsi di inclusione molto più deboli rispetto al sistema SAI.
È un dato riconosciuto che, a differenza dei progetti SAI gestiti dagli enti locali, i CAS garantiscono livelli più bassi di integrazione, minore coinvolgimento delle comunità e un controllo meno diretto da parte delle amministrazioni. Questo approccio rischia di produrre effetti concreti sui territori: aumento della percezione di insicurezza, tensioni sociali e possibili ricadute sull’economia locale.
Ma c’è un punto che deve essere detto con altrettanta chiarezza: questo modello non funziona nemmeno per le persone che dovrebbe accogliere. Strutture di grandi dimensioni, nate come risposta temporanea e trasformate nel tempo in soluzioni ordinarie, finiscono spesso per offrire percorsi limitati, con minori opportunità di inclusione sociale e lavorativa. In questo modo si rischia di alimentare marginalità, anziché costruire integrazione, con conseguenze che ricadono inevitabilmente anche sulle comunità ospitanti.
Il punto non è “essere contro” qualcuno, ma evitare scelte che, nei fatti, si sono dimostrate meno efficaci e più problematiche.
Per questo riteniamo che le politiche del Governo in materia di gestione dell’immigrazione irregolare continuino a muoversi dentro una logica emergenziale, che scarica sui territori le conseguenze senza un reale coinvolgimento degli enti locali e senza una visione strutturata. Si continua a privilegiare l’apertura di grandi strutture straordinarie, invece di rafforzare modelli che funzionano, come il sistema SAI, costruito proprio sulla collaborazione con i Comuni e sulla sostenibilità sociale.
Non è accettabile che decisioni di questo impatto vengano calate dall’alto, senza un confronto preventivo con le comunità interessate.
Come Sindaco, mi faccio interprete delle preoccupazioni dei cittadini di Vallerano e delle richieste che stanno emergendo anche dai comitati civici dei territori coinvolti. Per questo chiederemo con urgenza l’attivazione di un tavolo di confronto con la Prefettura e con tutte le amministrazioni locali direttamente interessate, al fine di analizzare nel merito la situazione e valutare soluzioni alternative a quella attualmente prospettata per Vignanello.
Servono scelte responsabili, condivise e sostenibili. L’accoglienza, per funzionare, deve essere governata, non improvvisata.
Non si costruisce sicurezza senza condivisione, e non si costruisce integrazione senza responsabilità”.
Il Sindaco di Vallerano
Adelio Gregori

