Omicidio Piscitelli: in appello ribaltata sentenza Calderon, “assolto, non ha commesso fatto”
Cronaca
8 Maggio 2026
Omicidio Piscitelli: in appello ribaltata sentenza Calderon, “assolto, non ha commesso fatto”

ROMA – Assolto “per non aver commesso”. Con questa formula i giudici della Corte d’appello di Roma hanno ribaltato la sentenza del processo nei confronti di Raul Esteban Calderon, imputato per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, capo ultra’ della Lazio noto con il soprannome di “Diabolik”, ucciso con un colpo di pistola alla testa il 7 agosto del 2019, nel parco degli Acquedotti. In primo grado, a marzo dello scorso anno, i giudici avevano infatti condannato Calderon all’ergastolo, escludendo pero’ l’aggravante del metodo mafioso.

Con la sentenza di oggi, invece, non e’ stata accolta la richiesta della Procura generale, che aveva sollecitato la conferma dell’ergastolo e il riconoscimento dell’aggravante del metodo mafioso. Soddisfazione da parte degli avvocati di Calderon, Gian Domenico Caiazza ed Eleonora Nicla Moiraghi.

“Ce lo aspettavamo, eravamo certi della fondatezza delle nostre ragioni – ha spiegato Caiazza -. E’ un processo in cui non c’era nessuna prova che coinvolgesse Calderon. Quindi questa e’ la conclusione giusta, l’unica possibile alla luce delle prove in atti”, ha concluso. “Noi abbiamo commentato la sentenza di primo grado come ‘clamorosa’, proprio perche’ sulla base degli elementi raccolti era per noi gia’ impossibile un verdetto di condanna – ha sottolineato l’avvocata Moiraghi -. Con questa sentenza si e’ ristabilita quella che doveva essere la conclusione logica e naturale di questo processo”.

“Quello che e’ successo oggi e’ una vergogna – sono state invece le parole dell’avvocata di parte civile Tiziana Siano, che rappresenta la madre e la sorella di Fabrizio Piscitelli -. Non conosco le motivazioni quindi non posso andare oltre se non dire che se siamo arrivati a una assoluzione di quello che noi riteniamo l’esecutore materiale, perche’ comunque il video mi sembra abbastanza chiaro, e’ evidente che questa decisione nasce da errate attivita’ investigative ed errori che oggi, in secondo grado, sembra che si paghino.

Quindi c’e’ qualcuno che ci dovra’ dare delle spiegazioni, perche’ a distanza di sette anni non ci sono ne’ i mandanti e oggi, di fatto, non c’e’ neanche un esecutore materiale. Quindi pretendiamo che ci siano assolutamente delle risposte sotto ogni aspetto”, ha concluso. Calderon, la cui vera identita’ secondo gli inquirenti e’ quella di Gustavo Alejandro Musumeci, ha assistito alla lettura del dispositivo collegato dal carcere di Cagliari, dove sta scontando una condanna definitiva a 12 anni per il tentato duplice omicidio dei fratelli Emanuele e Alessio Costantino avvenuto nel luglio 2021 nel quartiere Alessandrino di Roma. Lo scorso marzo, i giudici d’appello hanno invece confermato per Calderon la condanna all’ergastolo, senza il metodo mafioso, per l’omicidio di Selavdi Shehaj, detto “Passerotto”, ucciso sulla spiaggia in localita’ Torvajanica del Comune di Pomezia, nel settembre del 2020.