FROSINONE – Esorcizzata ogni tipo di credenza o scaramanzia, adesso è tutto vero. Adesso non c’è più nulla da temere, adesso si possono tornar a cullare sogni di gloria: domani, ogni generazione frusinate, si sveglierà di nuovo in Serie A.
Il Frosinone stanotte ha coronato e consacrato un percorso straordinariamente mozzafiato. Partito quasi in sordina, mese dopo mese è riuscito a sorprendere e catturare tutti quanti. E così, passo dopo passo, dalle ceneri della passata stagione e soprattutto ricucendo quella dolora ferita della retrocessione di due anni fa, s’è ripreso l’Olimpo.
Festa grande per un popolo intero, quello ciociaro. Festa grande in città, festa grande allo Stirpe. Tra 16mila cuori sugli spalti, 4 maxischermi ma soprattutto ben 5 gioiellini al Mantova. Bastava un pareggio? Bene, la banda Alvini ha deciso di esagerare. E l’orchestra stavolta suona la sinfonia perfetta: 5-0 netto, dominando dall’inizio alla fine. Dal rigore di Calò all’autorete di Castellini prima delle grandi firme nella ripresa: Ghedjemis, Koutsoupias e Raimondo.
Si chiude così, con l’ultimo atto, il duello testa a testa col Monza che, quasi western, ha intrattenuto tutti. Merito di un tecnico che ha saputo scavare e ricostruire un team dinamico, coinvolgente, affamato, moderno, straordinario. Transizioni letali e classe dei solisti che si esalta soltanto se funziona il collettivo: così si costruiscono i grandi traguardi, così si coronano le grandi cavalcate. Quarta promozione, merito di una proprietà e società straordinaria: Frosinone, bentornato nell’Olimpo.


