CIVITAVECCHIA – Tra i temi che attanagliano di più gli ultimi giorni attorno all’orbita del Pincio verte senz’altro la respinta dell’Amministrazione di un consiglio comunale aperto, richiesto a più riprese, sul tema di Civitavecchia Servizi Pubblici. Una richiesta, quella formulata dai consiglieri dell’opposizione, rispedita evidentemente al mittente. Chiedevano un confronto con cittadinanza per discutere e metter le carte in tavola su tematiche delicatissime, come il futuro dei lavoratori o quello del trasporto pubblico locale stesso. Dipendenti troppo spesso a caccia di risposte, soprattutto su prospettive occupazionali e futuro dell’azienda, ancora evidentemente non pervenute. La risposta dell’Amministrazione Piendibene non ha lasciato scampo, non ci sono i presupposti: “In riferimento alla richiesta di Consiglio Comunale aperto avente ad oggetto: “Csp. Situazione economico-finanziaria e prospettive aziendali ed occupazionali con particolare riferimento al futuro del settore del TPL – si legge dal Pincio – si comunica alle SS.VV., che non sono presenti i presupposti per una convocazione di un Consiglio Comunale aperto. Tale problematica è stata infatti oggetto di attenzione in vari momenti istituzionali (commissioni, consigli comunali)”. Durissima la replica dell’opposizione, in particolare quella del capogruppo della Lega, Antonio Giammusso, che sui propri canali social esprime tutto il suo disappunto: “Abbiamo chiesto un Consiglio Comunale aperto, urgente, per discutere davanti alla città una situazione gravissima che riguarda lavoratori, famiglie e servizi pubblici. Ma la sinistra ha deciso che non è necessario. Non urgente. Non prioritario. In passato abbiamo sempre concesso all’opposizione i consigli comunali richiesti. I sbandieratori di democrazia dove sono??A loro cosa importa se 400 lavoratori rischiano il posto? A loro cosa importa se un servizio essenziale per la città può crollare?Qui non si parla di politica. Qui si parla di pane, dignità e futuro. Civitavecchia merita risposte. I lavoratori meritano rispetto. Il silenzio e l’indifferenza non possono essere la risposta.

