Como e 10 maggio, quella storia che si ripete e si evolve: così Cesc fece breccia pure in Europa
Sport
11 Maggio 2026
Como e 10 maggio, quella storia che si ripete e si evolve: così Cesc fece breccia pure in Europa

Tra tutta quelle serie di emozioni concitatissime che hanno dipinto il quadro della 36° giornata di Serie A, tra tensioni e polveriere arbitrali ma soprattutto roventi contestazioni come quella rossonera, spicca un verdetto che forse scontato o garantito è passato in secondo piano. Quello fioccato già all’ora di pranzo, quel che significa il successo del Como al Bentegodi.

 

La vittoria lariana sul campo di un Verona già retrocesso ma che ha saputo vender cara la pelle ed onorar l’impegno fino all’ultimo respiro (di questi tempi, merita considerazione ed al tempo stesso vale sottolinearlo, ndr) significa storica qualificazione europea, per la prima volta nel corso della propria storia. Un progetto extraordinario contraddistinto da filosofia ed investimenti, tanti, sì, ma mirati. Un percorso che ha proiettato in pochi anni il Como al centro delle bellezze non soltanto geografiche, ma anche quelle calcistiche.

 

E la storia lariana fiocca ancora, come per magia, di 10 maggio. La data che segnò due anni fa la promozione ed il ritorno in massima serie che oggi si trasforma e si evolve, elevandosi alla potenza: in due anni di progetto in A, una volta digerita la categoria, assalto e missione compiuta al calcio europeo. Merito di Cesc Fabregas senz’altro, ma altresì alla lungimiranza del club e soprattutto alla tranquillità con cui il giovane ed illuminato tecnico spagnolo è stato fatto lavorare, quel tempo concessogli per infondere i suoi evoluti principi calcistici al gruppo comasco che mese dopo mese si evolveva e cambiava aspetto, fino ad assumere quello dei più grandi.

 

Se l’Inter dovesse vincere la Coppa Italia, sarà minimo Europa League. Altrimenti sarà Conference, a questo punto già da strafavorita. E Cesc, malgrado sirene e apprezzamenti extralusso che anche quest’estate sicuramente non mancheranno, è particolarmente attratto ancora dalla permanenza. Chissà dove vuol arrivare, senz’altro sempre più in alto. Il Como oggi non è più solo realtà, bensì realtà europea. Ha fatto breccia, eccome.