Esplosioni di gas e bambini costretti a vivere tra infiltrazioni e muffa: ecco i precedenti di Ospita che si occuperà del Cas di Centignano
Cronaca
12 Maggio 2026
Esplosioni di gas e bambini costretti a vivere tra infiltrazioni e muffa: ecco i precedenti di Ospita che si occuperà del Cas di Centignano

di Simona Tenentini

VIGNANELLO – Esplosioni di gas e “Condizioni di vita inaccettabili”.

Di certo un biglietto da visita non dei migliori quello con cui la società Ospita si accinge a gestire il Cas in località Centignano a Vignanello.

Decine sono le segnalazioni preoccupanti e gli episodi che dovrebbero far riflettere.

A novembre 2023, l’esplosione di gas nel centro migranti a San Lorenzo Nuovo con trenta feriti, di cui sei in codice rosso, ricoverate in vari ospedali tra Roma, Viterbo, Tarquinia, Orvieto e Pisa.

In quella circostanza, il Pubblico Ministero della procura di Viterbo aprì un fascicolo per “Disastro Colposo” ed il prefetto Cananà convocò una riunione di emergenza durante la quale gli amministratori di Ospita dichiararono: “All’interno della struttura non esistevano impianti a gas, sia per il riscaldamento che per l’uso cucina, dovremo appurare le origini dell’esplosione,  noi ci riteniamo parte lesa.”

 

Altro episodio degno di nota il sopralluogo nei Centri di Accoglienza Straordinaria di Canino e Grotte di Castro, sempre gestiti da Ospita, da parte della parlamentare Pd Rachele Scarpa che parlò di “Condizioni di vita inaccettabili”.

Ecco, in quell’occasione, le sue dichiarazioni: “Dopo aver visitato i Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) di Canino e Grotte di Castro, in provincia di Viterbo, gestiti dalla società Ospita Srl, ho presentato un esposto alla Procura della Repubblica.

Le condizioni riscontrate sono inaccettabili: ambienti insalubri, carenza di servizi essenziali e persino bambini costretti a vivere tra infiltrazioni e muffa.

Nel nostro paese purtroppo il sistema di accoglienza è in stallo: nonostante le costanti denunce e sollecitazioni al miglioramento, continua a rappresentare più una sottrazione di diritti alle persone che un passo concreto verso l’integrazione. L’accoglienza, per funzionare, deve dare alle persone accolte le garanzie previste dalle norme internazionali e garantire degli standard a tutela e a vantaggio non solo di chi ne beneficia direttamente, ma della comunità territoriale tutta.

Non devono essere ammissibili leggerezza e noncuranza rispetto a un fenomeno complesso come la gestione delle migrazioni, proprio là dove invece sarebbero necessarie cura e visione. Se il sistema di accoglienza non viene gestito adeguatamente si crea lo spazio per le sue degenerazioni, fonte di insicurezza per le comunità ed emarginazione per le persone accolte.La nostra attività ispettiva nei luoghi dell’accoglienza ha questo obiettivo: sostenere le autorità competenti nell’identificare e denunciare laddove vi sono problemi, in modo da poter cambiare, passo dopo passo, l’approccio complessivo alla gestione del fenomeno migratorio: superare le logiche emergenziali e di profitto, per valorizzare invece la dignità delle persone accolte e del personale che lavora in accoglienza, affinché sia uno strumento di sempre maggiore e più efficace integrazione e possa arrivare a rappresentare un elemento di grande valore per i territori.”