ROMA – Alla fine niente da fare per Andrea Pellegrini. E’ stata una favola, ma Re Sinner ha chiaramente rispettato ogni pronostico. E’ stato un sogno diventato realtà per il 29enne pugliese ritrovarsi a giocare agli Internazionali di Roma un derby azzurro valevole addirittura per un ottavo di finale di un Masters 1000 contro il numero uno al mondo. Ha fatto qualcosa di straordinario, Pellegrino, dimostrando a sé stesso ed a tutta Italia (una storia che ha valenza d’ispirazione non solo per lo sport, ma nella vita) che non è mai tardi per afferrar la gloria o quantomeno viversela, in prima persona.
Alla fine però c’è stata tecnicamente poca storia, soprattutto nel primo set. Un primo set dominato 6-2 dall’altoatesino; bella reazione di uno stoico e valoroso Andrea nel secondo, chiuso comunque 6-3: Pellegrino esce a testa altissima, tra l’abbraccio di Sinner e quello del pubblico di casa. Jannik confezione l’ennesimo 2-0, ma soprattutto la 31° vittoria consecutiva in un Masters 1000. Un successo che, anche questo se vogliamo, significa storia: eguagliato il record di Djokovic, fermo a 31, che Sinner può superare giovedì, quando presumibilmente sul Centrale affronterà Rublev.
Col successo del martedì, Jannik stacca dunque già il pass per i quarti di finale di una competizione di cui resta strafavorito. Re Sinner ambisce come ben sappiamo ad annette anche Roma al suo già di per sé straripante palmares. Insegue il suo sesto Masters 1000 consecutivo, il quinto dell’anno. Come cambia la vita in un anno, dal caso clostebol ai giorni d’oggi; Jannik s’è ripreso tutto, e con gli interessi.

