ROMA – La consigliera regionale del Lazio di Fratelli d’Italia Emanuela Zappone mantiene, almeno per il momento, il doppio ruolo, quindi sia il seggio in Consiglio che la presidenza dell’Ente Parco nazionale del Circeo. Il Consiglio regionale del Lazio, infatti, ha respinto con 26 voti contrari, 10 favorevoli e 2 astenuti, la proposta di deliberazione consiliare numero 55 del 30 aprile 2026, di iniziativa del presidente dell’Aula Antonello Aurigemma, in attuazione della decisione adottata dalla Giunta delle elezioni nella seduta del 29 aprile 2026, concernente l’accertamento della causa di incompatibilita’ nei confronti della consigliera Zappone. La giunta delle elezioni svolge un’attivita’ istruttoria e formula una proposta, ma la decisione definitiva sulle incompatibilita’ dei consiglieri spetta normalmente all’Assemblea consiliare. Quindi il rigetto della deliberazione significa, di fatto, che il Consiglio non ha riconosciuto — almeno in questa fase — la sussistenza dell’incompatibilita’ contestata a Emanuela Zappone. Il provvedimento invitava Zappone “ad optare, entro quindici giorni dall’approvazione della presente delibera, tra la carica di consigliere regionale e quella di presidente dell’Ente Parco nazionale del Circeo, procedendo alla effettiva rimozione della causa di incompatibilita’”.
Zappone, prima dei non eletti della lista di Fd’I nella circoscrizione di Latina, a dicembre entra in Consiglio regionale del Lazio, al posto di Enrico Tiero, sospeso perche’ dal 18 ottobre scorso si trova agli arresti domiciliari, accusato di corruzione nell’ambito di un’inchiesta a Latina. L’Aula, infatti, ha deliberato la sua sostituzione temporanea con Zappone, che gia’ ricopriva il ruolo di presidente del Parco nazionale del Circeo. Da allora ha mantenuto il doppio incarico, anche perche’, secondo quanto assicurato, dalle verifiche effettuate non emergevano elementi di incompatibilita’. La questione riguarda il cumulo tra la carica di consigliere regionale e quella di vertice di un ente pubblico, ritenuto incompatibile alla luce della normativa vigente. Sul punto si e’ espresso anche il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, che nei pareri trasmessi al Consiglio regionale ha evidenziato la necessita’ di optare tra i due incarichi per evitare il conflitto. La giunta delle elezioni della Pisana, dopo le interlocuzioni istituzionali e l’esame delle memorie difensive presentate dalla stessa Zappone, ha confermato la sussistenza della causa di incompatibilita’, proponendo all’Aula di invitare formalmente la consigliera a scegliere tra le due cariche. L’Aula, pero’, ha smentito l’orientamento della Giunta delle elezioni, scegliendo di non dichiarare l’incompatibilita’ della consigliera Zappone, contravvenendo anche ai pareri del ministero.
“Siamo davanti a un’indecenza istituzionale che i cittadini del Lazio non possono piu’ tollerare. La maggioranza di centrodestra ha deciso di blindare il doppio incarico della consigliera Emanuela Zappone, che continua a ricoprire contemporaneamente il ruolo di Consigliera Regionale e quello di Presidente dell’Ente Parco del Circeo”.
Cosi’ in una nota i capigruppo di opposizione alla Regione Lazio, Mario Ciarla, Pd, Adriano Zuccala’, M5s, Marietta Tidei, Italia viva, Alessio D’Amato, Azione, Claudio Marotta, Sce, Alessandra Zeppieri, SI.
“Siamo di fronte a un conflitto di interessi macroscopico. E’ politicamente e moralmente inaccettabile – aggiungono – che un esponente della maggioranza legislativa sia, nello stesso momento, il vertice amministrativo di un ente che dalla Regione riceve fondi, direttive e controlli. Questa commistione tra controllore e controllato e’ un insulto alla trasparenza e al buon andamento della pubblica amministrazione”.
“Il voto di oggi rivela un sistema di potere arrogante che non si ferma davanti a nulla. La maggioranza ha bocciato la proposta di deliberazione presentata dallo stesso presidente del Consiglio Aurigemma per accertare l’incompatibilita’ della Zappone. Un atto richiesto dalla Giunta delle elezioni, che la destra ha affossato preferendo blindare un cumulo di poltrone indifendibile. E per proteggere il privilegio ha persino umiliato e votato contro il proprio Presidente del Consiglio, reo soltanto di aver tentato di far rispettare le regole. Al presidente Aurigemma e all’Ufficio di Presidenza va il nostro ringraziamento per la correttezza e la linearita’ del lavoro svolto nell’interesse dell’Aula. Il centrodestra tratta le istituzioni come un banchetto privato dove ognuno puo’ accumulare cariche e indennita’ a piacimento. Questa gestione clientelare deve finire, la Regione Lazio non e’ un ufficio di collocamento per i fedelissimi dei partiti. Non permetteremo che il conflitto di interessi diventi la norma in questo Consiglio e faremo tutti i passaggi necessari affinche’ venga ripristinata immediatamente la legalita’ e l’incompatibilita’ sia sciolta nelle sedi competenti”, concludono.


