VENEZIA – Un presunto caso di violenza sessuale avvenuto in un appartamento condiviso di Marghera è al centro di un’indagine della Procura di Venezia. Una 17enne, madre di un neonato, ha denunciato ai carabinieri di essere stata abusata da un connazionale bengalese con cui divideva l’alloggio.
L’uomo, nonostante la denuncia presentata subito dopo i fatti, non è stato arrestato. Per il reato contestato, infatti, la legge non consente il fermo in assenza della flagranza. Gli investigatori stanno ora raccogliendo testimonianze e verificando ogni elemento utile a chiarire l’accaduto.
Secondo quanto emerso, la donna sarebbe rimasta sola in casa con il bambino mentre il compagno era fuori per lavoro. In quel frangente il coinquilino avrebbe approfittato della situazione per abusare di lei. È stato il partner della giovane, avvertito immediatamente dopo, a rivolgersi ai carabinieri.
La presunta vittima è stata accompagnata all’ospedale di Mestre per gli accertamenti medici. I referti e le verifiche sanitarie saranno fondamentali per ricostruire quanto accaduto e valutare eventuali riscontri investigativi.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura veneziana, si sta svolgendo con il massimo riserbo. Gli investigatori stanno approfondendo anche il contesto abitativo in cui sarebbe maturata la vicenda: un appartamento condiviso tra più nuclei familiari, una situazione diffusa in alcune aree della terraferma veneziana dove molte persone dividono gli spazi per contenere i costi dell’affitto.
Gli accertamenti riguardano anche il rapporto tra la famiglia della donna e il presunto aggressore, oltre al periodo di convivenza nello stesso stabile.
La notizia ha provocato forte tensione all’interno della comunità bengalese locale, dove cresce la richiesta di allontanare il sospettato. Gli inquirenti, però, invitano alla cautela, sottolineando che le responsabilità devono ancora essere accertate nel corso delle indagini.

