Come funziona il metodo educativo “Malaguzzi”: Kate Middleton a Reggio Emilia per conoscerlo
Cronaca, Scuola e Università
14 Maggio 2026
Come funziona il metodo educativo “Malaguzzi”: Kate Middleton a Reggio Emilia per conoscerlo

Il Reggio Emilia Approach, ha incuriosito la principessa del Galles, un metodo educativo riconosciuto a livello internazionale

Grande entusiasmo a Reggio Emilia per la visita di Kate Middleton. La Principessa del Galles ha fatto tappa al Centro Internazionale Loris Malaguzzi per conoscere il Reggio Emilia Approach, la filosofia educativa che accompagna bambini e bambine degli asili nido e delle scuole dell’infanzia della città emiliana. Tante le domande che ha posto per comprendere meglio il funzionamento di un sistema che ha permesso alla città di Reggio Emilia di creare quelli che sono considerati gli “asili più belli del mondo”.

Un “metodo” che ben presto si è diffuso anche in altre città italiane ed è presente oggi in tutto il mondo. Tante le domande che la moglie del Principe William ha fatto e una in particolare ha riguardato il ruolo dei genitori in questo approccio.

Ideato decenni fa da Loris Malaguzzi Il Reggio Emilia Approach è un tipo di approccio pedagogico per la scuola dell’infanzia e non, nato e sviluppato in Italia grazie a Loris Malaguzzi (1920 – 1994), negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, inizialmente grazie ad un gruppo di genitori volontari, quando ancora non esistevano figure professionali ufficiali, da allora, il coinvolgimento dei genitori nel processo educativo e d’apprendimento dei bambini è stato sempre parte fondamentale della metodologia.

Un approccio pedagogico che pone il bambino al centro, non è destinatario passivo, ma costruttore attivo delle proprie conoscenze, capace, curioso e dotato di grandi potenzialità all’interno di una rete di relazioni sociali tra bambino, educatori e famiglia.

I 100 linguaggi

Il metodo crede che i bambini esprimano la loro comprensione del mondo in “cento” modi diversi (pittura, scultura, movimento, gioco, parole, ecc.), che vanno tutti valorizzati, dove l’ambiente è coinvolto nel processo di apprendimento: gli spazi sono curati, estetici e stimolanti per favorire la crescita attraverso “atelier” ovvero spazi creativi che portino a “costruire” la conoscenza a differenza dei tradizionali metodi che vedono i piccoli studenti ricettori passivi di quello che i docenti trasmettono loro.

La scuola è un luogo vivibile, dove si possano costruire relazioni, fare ricerca, riflettere e imparare e, soprattutto, stare bene, generando equilibrio e interrelazioni tra insegnanti e bambini, bambini e famiglie, famiglie e insegnanti, a differenza dell’altrettanto noto Metodo Montessori il bambino non è un esploratore solitario ma apprende attraverso progetti di gruppo e interazioni sociali. (foto Instagram)