ROMA – Irrompe Luciano Darderi. L’italoargentino ha fatto breccia nel cuore degli azzurri, nel cuore di Roma, nel cuore d’Italia. Proprio a due passi della finalissima di Coppa Italia nell’adiacente Olimpico, c’era qualcuno che scriveva pagine di storia. Tricolore, sì, ma soprattutto le sue. Perché stamani l’Italia s’è svegliata con un altro azzurro in semifinale degli Internazionali, proprio Luciano Darderi. Lui, tra l’altro, il primo italiano di quest’anno in semifinale.
Una notte mozzafiato, una notte indimenticabile. Perché ha battuto Jodar alla fine di una battaglia infinita: un tiebreak a testa perché di divorare l’avversario, ormai indolenzito e stremato, 6-0 nel set decisivo. Lacrime di gioia e dedica speciale tramite telecamera: “Roma ti amo”. Un successo che consacra la sua giovane carriera, un successo che gli permette di far davvero breccia tra i più grandi, un successo che significa esplosione.
Darderi centra la prima semifinale di un Masters 1000 in carriera, e si conferma nuovo astro nascente sul rosso. Diventa il decimo italiano a centrare una semifinale di livelli come questi, i Masters 1000, in questo caso tutto più speciale perché traguardo raggiunto a Roma. Internazionali che mantengono due semifinalisti azzurri, se Sinner in campo in questi minuti dovesse rispettare ancora i pronostici e battere Rublev. Significa tanto, perché se scende Musetti sale qualcun altro (e sale a questo tipo di livelli, soprattutto): anni d’oro del movimento, nella maniera più assoluta.
Darderi partiva da Top 20 dopo un inizio anno da protagonista, adesso quella posizione ranking è destinata a salire, vertiginosamente. In semifinale c’è Ruud, il livello si alza, ma questo Luciano non può porsi limiti. L’anno dell’esplosione, l’anno della consacrazione. E adesso una finale tutta azzurra potrebbe non esser più fantascienza.

