Il giorno dopo si sarà pur tutto ricomposto, ma quell’emozione e quello che s’è vissuto continuano a caldeggiare un popolo e riecheggiare nel sentimento collettivo di una comunità. Sono queste le tappe, e non è soltanto una metafora, che rendono forte il senso di identità, di una comunità stessa.
Ieri Formia e tutto il basso Lazio sono tornati sportivamente al centro d’Italia, ma non solo: virtualmente del mondo. Protagoniste della partenza della settima tappa del Giro d’Italia, che poi avrebbe finalmente incoronato il favorito alla vittoria finale come Vingegaard seppur in maglia rosa sia rimasto il portoghese Eulalio, tante cittadine del Lazio sud hanno vissuto qualcosa di unico.
Soprattutto Formia, dove tutto è partito, dove la cittadina tirrenica ha potuto ammirar da vicino campionissimi per anni ed anni soltanto sognati in televisione. Momento straordinario e pluri-generazionale, la partenza, un evento: presenti studenti come persone più anziane, presenti genitori e famiglie, presenti associazioni e turisti. Tanti palloncini, per una città tappezzata in rosa, per onorare e celebrare l’evento.
Per una settima tappa che poi ha proseguito per tutto il Golfo: quindi Gaeta, Fondi, Sperlonga, dove applausi, scatti, attimi di incoraggiamento si sono susseguite sul tracciato dalla provincia di Latina a quella frusinate a Sant’Apollinare. Scorci straordinari, dunque, quelli baciati dal Circeo, che riproiettano le bellezze del Bel Paese al centro della geografia ciclistica nazionale ed internazionale.
A Formia naturalmente presenti anche le istituzioni. Dal Sindaco, Gianluca Taddeo, che ha chiamato a raccolta per la cerimonia d’apertura anche i sindaci delle realtà del comprensorio così come tutti i presidenti degli enti locali; fino ad istituzioni di carattere regionale come il Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella; l’Assessore allo Sport della Regione Lazio, Elena Palazzo. Presente anche il Presidente della Camera di Commercio Frosinone-Latina, Giovanni Acampora.

