Viterbo – Zona Cattaneo: via della Pila ostaggio del doppio senso dopo l’arrivo del cordolo
Cronaca
16 Maggio 2026
Viterbo – Zona Cattaneo: via della Pila ostaggio del doppio senso dopo l’arrivo del cordolo

VITERBO – Un piccolo passo avanti e un enorme punto interrogativo rimasto sospeso sull’asfalto. Nella zona Cattaneo la tensione legata alla nuova viabilità non accenna a placarsi, nonostante il primo, immediato dietrofront tecnico. Dopo lo sconcerto dei residenti e il tam-tam di segnalazioni rimbalzate nelle ultime ore, gli operai sono tornati all’incrocio tra via Sabotino e via Tedeschi per “aprire” il cordolo di protezione della pista ciclabile, ripristinando il corretto accesso alle strisce pedonali che fino a ieri terminavano assurdamente contro la barriera arancione.

Risolto il pasticcio del passaggio pedonale, però, l’attenzione si sposta interamente sul vero e proprio nodo gordiano del quartiere: il restringimento di via della Pila. Qui l’installazione della protezione fissa ha letteralmente blindato la corsia della mobilità dolce, eliminando qualsiasi margine di manovra laterale per i veicoli a motore. Il risultato? Un imbuto permanente in cui la convivenza tra i due sensi di marcia è diventata una scommessa quotidiana.

Le critiche piovono ormai da ogni angolo della zona e delineano una mappatura del disagio che colpisce trasversalmente tutte le categorie. I commercianti dell’area si dicono “sequestrati” dal cordolo: la cancellazione dei preesistenti spazi di sosta temporanea ha azzerato le aree di carico e scarico merci e scoraggiato i clienti veloci. Un danno economico diretto per le attività di vicinato, aggravato dall’impossibilità per gli anziani di trovare un punto di sosta sicuro per le commissioni quotidiane.

La situazione non è migliore per le famiglie. Negli orari di punta, in coincidenza con l’apertura e la chiusura delle scuole, la pressione viaria si trasforma in paralisi. I genitori, privati di alternative, faticano a gestire la fermata per il carico e scarico dei figli, alimentando un circuito caotico di clacson e nervosismo.

Il paradosso più evidente si consuma però lungo la carreggiata residua. Con uno spazio utile per la marcia che ormai sfiora a malapena i quattro metri e mezzo, l’incrocio tra due veicoli di medie dimensioni – come i diffusissimi crossover moderni o i furgoni delle consegne – si trasforma in un vicolo cieco. Residenti e automobilisti segnalano scene surreali, con conducenti costretti a repentine e pericolose retromarce di gruppo nel disperato tentativo di sbloccare ingorghi severi.

Al centro della protesta non c’è il rifiuto della pista ciclabile in sé, ma la totale assenza di coordinamento cronologico nella gestione dei lavori pubblici. Da tempo, infatti, si rincorrono voci di corridoio – supportate da vecchi piani di classificazione stradale già discussi in passato a Palazzo dei Priori – circa la trasformazione di via della Pila in una strada a senso unico di marcia. Una misura che, alla luce dei numeri e delle normative vigenti sulla larghezza minima delle corsie, appare oggi come l’unica soluzione legale e logica per evitare il collasso.

Il quesito che i cittadini pongono con insistenza all’amministrazione comunale è puramente gestionale: se il destino della via è quello del senso unico, perché non modificare prima la direzione del traffico e solo successivamente posare il cordolo e la ciclabile? L’aver invertito l’ordine dei fattori ha esasperato la viabilità in una delle aree più fragili della città, costringendo i residenti a subire gli effetti di una strettoia permanente senza alcuna valvola di sfogo.

La palla passa ora agli enti competenti. Se l’apertura lampo del cordolo sui pedoni ha dimostrato che l’ascolto delle segnalazioni è possibile, la partita sulla viabilità generale di via della Pila richiederà scelte strutturali ben più coraggiose per evitare che la zona Cattaneo resti definitivamente intrappolata nel traffico.