AMBURGO – Stavolta il campione in carica abdica alla prima uscita. Ed abbandona quella competizione che l’anno scorso gli permise di iniziar seriamente a far breccia tra i più grandi. Flavio Cobolli esce subito da quell’Amburgo dove voleva esserci a tutti i costi, comunque. Non soltanto come step a cavallo tra Roma e Roland Garros di preparazione perfetta e propedeutica al prossimo grande appuntamento transalpino, ma soprattutto per una questione di cuore e prestigio: parliamo di un 500 dove si ripresentava da campione in carica. Invece, il ritorno in Germania non è stato dei migliori, anzi. Anche lui, come successo a Berrettini a Marrakech ma anche allo stesso Sonego agli Internazionale, paga anche lui la tassa Buse: quel peruviano evidentemente diventato bestia nera per gli italiani. Al debutto ai sedicesimi, dopo poco più di un’ora e mezza di gioco, Cobolli deve già salutare: l’avversario strappa subito la battuta e vince il primo set dominando 6-2 senza che Flavio riesca più a reagire, nel secondo set invece maggior contesa ma si chiude comunque 7-5 al tie-break per il sudamericano. Un vero peccato perché se sei campione in carica uscire al debutto fa male; Cobolli perde qualche punticino in termini di ranking live atp e scende momentaneamente in 14° posizione; un peccato perché, da quarto nel seeding, tutti si sarebbero aspettati di vederlo arrivare fino in fondo. Invece, evidentemente, resterà una piccola tappa o parentesi di transizione a cavallo dei due grandi impegni. Per Buse invece altra grossa soddisfazione: si parla del primo successo contro un Top 20, quindi la vittoria più prestigiosa in carriera.

