VICENZA – Per le premesse con cui partì la stagione, ritrovarsi oggi a raccontare quanto conquistato dalla Roma di calcio femminile, è straordinario. Sono ore radiose, prima di tutto, nella Capitale: l’indomani, la Capitale giallorossa s’è calcisticamente svegliata con la Coppa Italia delle ragazze di Rossettini che accompagnano il tanto sospirato sogno Champions della banda Gasperini.
Perché di gloria romanista, in Veneto, c’è stata pure a Vicenza. Non solo a Verona, bensì pure davanti ai 6000 del Menti. La Roma di Rossettini, tecnico che ha saputo ricostrure dall’aria di fine ciclo che tirava dalle parti del Tre Fontane estate scorsa, non solo ha vinto settimane fa con due giornate d’anticipo lo Scudetto delle ragazze, bensì è riuscito a portarsi a casa anche la Coppa Italia femminile.
In un super classica attesa, la finalissima non proprio contro un avversario qualunque come la Juve, è finita 1-0. Finale tesa, concitata, piena di equilibrio. Forse meno spettacolo del previsto, ma gara sempre tattica, tesa, bella da ammirar sotto altri aspetti: quanto e come anche nel calcio femminile la tattica si sia evoluta e stia crescendo.
Alla fine le occasioni più grandi sono state forse quelle bianconere, non più di un paio; il guizzo lo mette la campionissima, però. Vecchia saggia regola del calcio: gol sbagliato, gol subito. E così è stato: inserimentino di Giugliano, l’ennesimo, a beffare sul secondo palo la difesa bianconera ad un quarto d’ora dalla fine. Le parate di Bardi reggono la contesa e la Roma di Rossettini centra uno storico double, come due anni fa: dopo lo Scudetto fioccò pure la Coppa Italia.

