VITERBO – Il regista viterbese Fabio Segatori torna nella sua terra per presentare Don Chisciotte, il nuovo film interpretato da Alessio Boni, di cui nelle scorse ore è stato diffuso il trailer.
L’opera, che arriverà nelle sale italiane dal 26 marzo ed è stata selezionata in concorso alla 17esima edizione del BIF&ST – Bari International Film & Tv Festival, rappresenta uno dei progetti più ambiziosi del regista nato a Viterbo nel 1962.
Per il pubblico della Tuscia saranno organizzati due incontri speciali con il regista. Il primo appuntamento è in programma giovedì 28 maggio alle ore 20 al CineTuscia Village di Vitorchiano: prima della proiezione del film Fabio Segatori incontrerà il pubblico per raccontare retroscena, lavorazione e significato dell’opera.
L’evento sarà replicato anche venerdì 29 maggio a Bolsena, con un nuovo incontro al cinema cittadino prima della proiezione del film.
Segatori, autore di pellicole come Terra bruciata, Hollywood Flies e Ragazze a mano armata, ha mantenuto negli anni un forte legame con la Tuscia, dedicando anche lavori cinematografici e documentari alla figura di Santa Rosa.
Al centro di Don Chisciotte c’è una rilettura intensa e contemporanea del capolavoro di Miguel de Cervantes. A vestire i panni del cavaliere errante è Alessio Boni, protagonista di un racconto che unisce sogno, follia, idealismo e desiderio di giustizia. Accanto a lui Fiorenzo Mattu interpreta Sancio Panza, mentre il cast comprende anche Angela Molina, Marcello Fonte, Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri.
La storia prende avvio nel 1571, quando Cervantes, ferito durante la battaglia di Lepanto, si trova ricoverato in un ospedale di Messina. Tra febbre e visioni nasce la figura di Don Chisciotte della Mancia, uomo deciso a combattere soprusi e ingiustizie in un mondo dominato dall’avidità e dalla violenza.
Segatori costruisce così un film che guarda al classico della letteratura spagnola senza trasformarlo in un semplice esercizio estetico, ma utilizzandolo come riflessione sul presente e sul valore degli ideali in una società sempre più cinica.
Grande importanza hanno anche i paesaggi del Sud Italia, veri protagonisti visivi del racconto. Le riprese si sono svolte tra Basilicata e Calabria, nell’area dell’Alto Ionio, tra calanchi, castelli medievali, fiumare e distese arse dal sole.
Tra le scene più spettacolari c’è quella del celebre mulino a vento: per il film è stata costruita una struttura funzionante alta dodici metri, sulla quale Alessio Boni è stato realmente sollevato durante le riprese. Una scelta che conferma l’approccio fortemente fisico e artigianale voluto dal regista viterbese.
L’arrivo di Fabio Segatori a Viterbo e in provincia rappresenta quindi anche un ritorno simbolico a casa, con un’opera che punta su un cinema d’autore capace di coniugare letteratura, paesaggio e riflessione umana. Nel Don Chisciotte di Segatori il cavaliere dalla trista figura diventa infatti il simbolo di chi continua a inseguire libertà, dignità e ideali anche quando il mondo sembra aver smesso di crederci.

