Il regista viterbese Fabio Segatori torna nella Tuscia per presentare “Don Chisciotte” con Alessio Boni (TRAILER)
Cronaca
26 Maggio 2026
Il regista viterbese Fabio Segatori torna nella Tuscia per presentare “Don Chisciotte” con Alessio Boni (TRAILER)
Dopo la diffusione del trailer del film, doppio appuntamento in provincia: il 28 maggio al CineTuscia Village di Vitorchiano e il 29 maggio a Bolsena

VITERBO – Il regista viterbese Fabio Segatori torna nella sua terra per presentare Don Chisciotte, il nuovo film interpretato da Alessio Boni, di cui nelle scorse ore è stato diffuso il trailer.

L’opera, che arriverà nelle sale italiane dal 26 marzo ed è stata selezionata in concorso alla 17esima edizione del BIF&ST – Bari International Film & Tv Festival, rappresenta uno dei progetti più ambiziosi del regista nato a Viterbo nel 1962.

Per il pubblico della Tuscia saranno organizzati due incontri speciali con il regista. Il primo appuntamento è in programma giovedì 28 maggio alle ore 20 al CineTuscia Village di Vitorchiano: prima della proiezione del film Fabio Segatori incontrerà il pubblico per raccontare retroscena, lavorazione e significato dell’opera.

L’evento sarà replicato anche venerdì 29 maggio a Bolsena, con un nuovo incontro al cinema cittadino prima della proiezione del film.

Segatori, autore di pellicole come Terra bruciata, Hollywood Flies e Ragazze a mano armata, ha mantenuto negli anni un forte legame con la Tuscia, dedicando anche lavori cinematografici e documentari alla figura di Santa Rosa.

Al centro di Don Chisciotte c’è una rilettura intensa e contemporanea del capolavoro di Miguel de Cervantes. A vestire i panni del cavaliere errante è Alessio Boni, protagonista di un racconto che unisce sogno, follia, idealismo e desiderio di giustizia. Accanto a lui Fiorenzo Mattu interpreta Sancio Panza, mentre il cast comprende anche Angela Molina, Marcello Fonte, Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri.

La storia prende avvio nel 1571, quando Cervantes, ferito durante la battaglia di Lepanto, si trova ricoverato in un ospedale di Messina. Tra febbre e visioni nasce la figura di Don Chisciotte della Mancia, uomo deciso a combattere soprusi e ingiustizie in un mondo dominato dall’avidità e dalla violenza.

Segatori costruisce così un film che guarda al classico della letteratura spagnola senza trasformarlo in un semplice esercizio estetico, ma utilizzandolo come riflessione sul presente e sul valore degli ideali in una società sempre più cinica.

Grande importanza hanno anche i paesaggi del Sud Italia, veri protagonisti visivi del racconto. Le riprese si sono svolte tra Basilicata e Calabria, nell’area dell’Alto Ionio, tra calanchi, castelli medievali, fiumare e distese arse dal sole.

Tra le scene più spettacolari c’è quella del celebre mulino a vento: per il film è stata costruita una struttura funzionante alta dodici metri, sulla quale Alessio Boni è stato realmente sollevato durante le riprese. Una scelta che conferma l’approccio fortemente fisico e artigianale voluto dal regista viterbese.

L’arrivo di Fabio Segatori a Viterbo e in provincia rappresenta quindi anche un ritorno simbolico a casa, con un’opera che punta su un cinema d’autore capace di coniugare letteratura, paesaggio e riflessione umana. Nel Don Chisciotte di Segatori il cavaliere dalla trista figura diventa infatti il simbolo di chi continua a inseguire libertà, dignità e ideali anche quando il mondo sembra aver smesso di crederci.