ROMA – Mattinata drammatica nel cuore delle istituzioni romane. Un funzionario del Ministero dell’Interno è morto dopo essersi gettato dal quarto piano della sede del Viminale, in piazza del Viminale, a Roma. Il gesto è avvenuto intorno alle 9.30, sotto gli occhi di alcuni dipendenti presenti nell’edificio, rimasti sotto choc per quanto accaduto.
La vittima, identificata con le iniziali F.S., aveva 60 anni, lavorava nell’amministrazione del ministero ed era sposato. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe raggiunto regolarmente il posto di lavoro prima di dirigersi verso la rampa delle scale da cui si è poi lanciato nel vuoto.
Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia di Stato e il personale sanitario del 118, che però non ha potuto fare altro che constatare il decesso del funzionario.
All’interno del ministero sono scattati i rilievi della polizia scientifica, mentre la Squadra Mobile ha avviato gli accertamenti per chiarire le cause del gesto. Al momento, secondo quanto trapela dagli investigatori, non sarebbero stati trovati messaggi o lettere che possano spiegare le motivazioni del suicidio.
L’episodio ha profondamente colpito i dipendenti del Viminale, dove il funzionario era conosciuto come membro del personale amministrativo. I familiari sono stati informati poco dopo la tragedia.
Negli ultimi mesi il tema del disagio psicologico negli ambienti della pubblica amministrazione e delle forze dello Stato è tornato più volte al centro dell’attenzione, anche dopo altri casi avvenuti in Italia che hanno coinvolto dipendenti pubblici e appartenenti alle forze dell’ordine.

