Viterbo – Ciclabile alla Pila, scatta il senso unico: tornano i parcheggi, ma sull’incrocio. I residenti: “E la sicurezza dov’è?” (FOTO)
Cronaca
26 Maggio 2026
Viterbo – Ciclabile alla Pila, scatta il senso unico: tornano i parcheggi, ma sull’incrocio. I residenti: “E la sicurezza dov’è?” (FOTO)
Attivata da questa mattina la nuova viabilità. Il Comune mantiene la promessa sul numero degli stalli, ma la loro disposizione a ridosso dell'incrocio e le dimensioni ridotte allarmano il quartiere. I commercianti: "Per 20 metri di pista hanno rivoluzionato e creato scompiglio a un intero quadrante"

VITERBO – È scattata l’ora X in via della Pila. Da questa mattina, martedì 26 maggio, è ufficialmente entrato in vigore il tanto discusso senso unico di marcia. Un provvedimento atteso, invocato e infine attuato dall’amministrazione comunale per tentare di sbrogliare la matassa viaria creata dall’installazione dei cordoli per la nuova pista ciclabile. Eppure, a cantiere svelato e con le prime auto in transito, l’agognata “soluzione” sembra aver innescato una reazione a catena di nuove criticità.

La promessa (a metà) sui parcheggi

A onor del vero, e le immagini scattate questa mattina lo documentano, l’amministrazione ha mantenuto la parola data in Consiglio comunale: i posti auto, azzerati nei giorni scorsi per evitare la paralisi del doppio senso, sono tornati e sono effettivamente aumentati. Ma è il come sono stati ricavati a destare più di una perplessità.

Per recuperare lo spazio vitale, gli stalli sono stati posizionati a spina di pesce lungo via della Pila. Una vera e propria operazione di “tetris urbano” che ha portato a disegnare parcheggi dalle dimensioni lillipuziane, ridotti letteralmente all’osso per consentire il deflusso delle vetture nella corsia adiacente. A peggiorare il quadro c’è la loro collocazione: molti di questi stalli inclinati si trovano a ridosso dell’incrocio. La domanda che da stamattina rimbalza tra residenti, commercianti e automobilisti è tanto semplice quanto inquietante: “Dov’è la sicurezza?”.
Fare retromarcia alla cieca per uscire da un parcheggio a spina di pesce così stretto, immettendosi in un’unica corsia di scorrimento e a pochi metri da un’intersezione, appare fin da ora come un azzardo quotidiano, con il rischio tangibile di tamponamenti e incidenti.

L’effetto domino sul traffico: la “trappola” del senso unico

Se la sosta preoccupa, la viabilità generale non sorride. L’istituzione del senso unico ha infatti creato un “effetto imbuto” sull’intero quadrante, allungando a dismisura i tempi di percorrenza per chi si muove nella zona. Il margine di errore per gli automobilisti è stato azzerato.

“Chi sbaglia strada, magari perché sovrappensiero o perché è bloccato nel traffico, è costretto ad arrivare quasi a Porta Romana prima di poter tornare su”, è l’amaro sfogo raccolto questa mattina tra i commercianti della via. Un labirinto obbligato che rischia di scoraggiare ulteriormente la clientela di prossimità. E i disagi sembrano destinati ad allargarsi a macchia d’olio sulle vie limitrofe. Tra gli esercenti, intanto, serpeggia un’indiscrezione allarmante: “Ci dicono che sono in arrivo altri sensi unici, perché si sono resi conto che adesso la viabilità generale è già peggiorata”. Il classico effetto domino di un’urbanistica rattoppata in corsa.

Il bilancio della strada: 20 metri di caos

A fine mattinata, osservando le auto incolonnate e le manovre millimetriche per entrare nei nuovi stalli, il bilancio tracciato da chi via della Pila la vive ogni giorno per lavoro o residenza è impietoso e si riassume in una frase che suona come una sentenza definitiva su quest’opera pubblica: “Per 20 metri di ciclabile hanno dovuto rivoluzionare e creare scompiglio a un quartiere intero. Pazzesco”.

Giovedì 28 maggio il quartiere scenderà in strada per un sit-in di protesta, chiedendo a gran voce la rimozione dei cordoli. L’amministrazione, che aveva difeso il progetto chiedendo di giudicarlo “a cantiere chiuso”, oggi si trova a fare i conti con un cantiere aperto che ha trasformato la quotidianità di un quartiere in un percorso a ostacoli. E la sensazione è che la partita sia tutt’altro che chiusa.