Evidentemente le divinità del tennis, lassù, avevano voluto così. Non ci sono altre spiegazioni. Fa scalpore perché diventa effettivamente clamoroso quanto appena successo al Roland Garros: l’eliminazione, già al secondo turno, di Re Sinner.
L’altoatesino esce, sì, ma mai battuto dall’avversario. Bensì dal caldo torrido e rovente di una Parigi incandescente che, a quel tipo di temperature e sotto lo scoppio del sole, non ha lasciato scampo nemmeno al numero uno al mondo. Passa Cerundolo, almeno così qualche malalingua potrà rintascarsi le proprie insinuazioni su “Sinner fatto appositamente debuttare martedì in fascia serale più fresca”.
E fa ancora più male, se consideriamo come Jannik fosse già sopra e soprattutto divorando l’argentino. 6-2 e 6-3, sì, ma sopra pure 5-1 al terzo set. Poi il black-out. Qualcosa non va, la testa gira, problemi fisici. Soffre il caldo, bollente ed estenuante. Prova a riprendersi, prosegue con coraggio, ma l’impressione è che non vedesse l’ora che finisse una partita che probabilmente somigliava più ad una lotta per la sua sopravvivenza.
Cerundolo completerà la rimonta sul N1 al mondo e con sportività ammetterà nel post gara come sia stato estremamente fortunato. Per Sinner giornata da dimenticare. Un’eliminazione che in pochi minuti ha fatto il giro del mondo. Parigi sembra una maledizione. Il Roland Garros, unico Slam che manca alla sua già straripante collezione, resta stregato. Chiudiamo in tinta unita con l’apertura d’articolo: ci piace forse pensare come le divinità del tennis abbiano in mente altro disegno. Un giorno Re Sinner quel Roland arriverà, e proprio davanti ad Alcaraz.

