Ragazzi normodotati e diversamente abili insieme come simbolo di integrazione e di inclusione sociale dello sport
ROMA – Nell’arena romana di Piazza di Siena per la ventiduesima volta. Domenica 31 maggio il Carosello del San Raffaele di Viterbo eseguito da ragazzi con e senza disabilità è tornato in campo insieme, sulle note di Ludovico Einaudi eseguite dal vivo dalla violinista Natalia DudynskaIn campo non è entrata soltanto una performance equestre è entrata una squadra, in sella ai biondi Haflinger allevati e addestrati nel Centro di Riabilitazione Equestre della Casa di Cura San Raffaele di Viterbo che hanno dato vita a una coreografia in cui il passo dei cavalli, il movimento dei cavalieri e il suono del violino si intrecceranno in un unico respiro.“È questa la forza più autentica del Carosello – dichiara Piergiorgio Guidorzi, Direttore Sanitario della Casa di Cura – trasformare l’inclusione in esperienza visibile, concreta, condivisa. Non due gruppi affiancati, ma una sola squadra. Giovani che condividono allenamenti, attese, emozioni, responsabilità e un sogno comune: entrare in campo, insieme, a Piazza di Siena”.Il Carosello dei ragazzi del San Raffaele ViterboIl Carosello del San Raffaele Viterbo, eseguito da cavalieri disabili e normodotati in completa armonia tra loro e i loro cavalli è l’esempio tangibile del successo della riabilitazione equestre e non smette di meravigliare gli spettatori che vedono gli effetti di un percorso complesso e di grande impegno. Ragazzi ed operatori lavorano costantemente durante l’anno per eseguire correttamente le figure scandite dalla musica oltre a gestire e curare quotidianamente i cavalli con cui instaurano una relazione profonda. Il Carosello, da un punto di vista riabilitativo, rappresenta l’obiettivo raggiunto ed anche l’inizio di un nuovo percorso ricco di possibilità di crescita: è il momento in cui i pazienti si sentono protagonisti e partecipi, valorizzando le differenze e ottenendo un risultato eccezionale: ‘a cavallo siamo tutti uguali’. Dal debutto nel 1990, avvenuto in occasione della Fiera Internazionale Tuscia Cavalli a Viterbo, il Carosello del San Raffaele è sceso in campo in occasione di numerosi eventi legati al mondo del cavallo e della disabilità.Il Centro di Riabilitazione Equestre del San Raffaele Viterbo nasce nel 1986 all’interno dell’omonima struttura sanitaria (già Villa Buon Respiro), specializzata nel recupero funzionale e sociale di persone colpite da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali. L’attività equestre è parte di un progetto medico scientifico multidisciplinare ed offre ai pazienti un’opportunità riabilitativa in più, grazie all’apertura verso il mondo esterno. Un momento di grande valore sportivo e sociale, ormai riconosciuto da tutti come simbolo di integrazione e della capacità di inclusione sociale dello sport.

