Viterbo – La Repubblica compie 80 anni: istituzioni e cittadini in piazza tra memoria, diritti e lo sguardo rivolto ai giovani (FOTO e VIDEO)
Cronaca
2 Giugno 2026
Viterbo – La Repubblica compie 80 anni: istituzioni e cittadini in piazza tra memoria, diritti e lo sguardo rivolto ai giovani (FOTO e VIDEO)
Grande appuntamento stamattina tra Piazza dei Caduti e Piazza San Lorenzo, dove cittadini e autorità si sono ritrovati per festeggiare i primi otto decenni dalla Repubblica Italiana

VITERBO – Una nutrita folla si è radunata oggi tra Piazza dei Caduti e Piazza San Lorenzo per celebrare l’ottantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Italiana. Una giornata di profonda unità istituzionale e comunitaria, che ha visto la partecipazione delle più alte cariche civili, militari e religiose del territorio. Presenti, tra gli altri, la sindaca di Viterbo, il presidente della provincia Alessandro Romoli, il prefetto Sergio Pomponio, il vescovo Orazio Francesco Piazza e il questore Giorgio Di Munno. Ad arricchire la cornice, le rappresentanze di tutte le forze dell’ordine e delle forze armate, oltre alla quasi totalità dei sindaci della Tuscia o dei loro delegati, a testimonianza di una provincia compatta attorno ai valori democratici.

Ad aprire le riflessioni è stato il prefetto Sergio Pomponio, che ha sottolineato il peso storico della ricorrenza con parole sentite. Non nascondendo un’emozione che “traspare dal timbro di voce”, il prefetto ha voluto esprimere “la fierezza e la fedeltà” verso le istituzioni, richiamando l’orgoglio per un Paese che ha contribuito “con l’ingegno, l’entusiasmo, la cultura, la dedizione” al progresso globale. Pomponio ha poi rimarcato la centralità della Carta Costituzionale come “baluardo di libertà e democrazia”, ponendo l’accento sul riconoscimento della dignità umana e di quei “diritti preesistenti nella loro assolutezza a qualsiasi forma di potere costituito”, ricordando però con fermezza come essi non siano “esercitabili al di fuori dei rispettivi doveri e al di sopra delle società”.

Un forte richiamo al valore storico dell’inclusione è arrivato dal presidente della provincia Alessandro Romoli, il quale ha ricordato come il voto del 2 giugno 1946 abbia rappresentato “per la prima volta tutti gli italiani”. Il presidente ha inoltre evidenziato l’impatto di quel momento cruciale, affermando che “da allora la presenza femminile ha contribuito in modo decisivo alla crescita dell’Italia repubblicana”. Un passaggio storico che, nelle parole di Romoli, si fa ponte verso il domani, poiché “questa ricorrenza, allo stesso tempo, parla alle nuove generazioni perché questi valori di inclusione siano imperituri”.

La prospettiva si è poi allargata al tessuto cittadino con l’intervento della sindaca di Viterbo, che ha intrecciato la grande storia nazionale con quella locale. Ricordando la recente celebrazione degli ottant’anni dal primo Consiglio comunale democraticamente eletto, svoltasi nella Sala d’Ercole del Palazzo dei Priori, la prima cittadina ha esaltato il ruolo cruciale delle donne che “entrarono finalmente nella vita pubblica da protagoniste” dopo aver sostenuto “il peso della guerra”. La Repubblica, ha ricordato la sindaca, “non è nata come un semplice assetto istituzionale”, ma “come una promessa”, un patto civile i cui valori non sono “conquiste definitive”, ma “responsabilità quotidiane”. Da qui è scaturito un appello vibrante alle nuove generazioni, definite non soltanto il futuro ma “già parte del suo presente”, alle quali “spetterà il compito di continuare a farla crescere”. La cerimonia si è così chiusa con un messaggio di speranza e partecipazione per una Viterbo che “conosce il valore della propria storia e che continua a guardare al futuro con fiducia”, consapevole che la democrazia rimane una preziosa “costruzione collettiva”.