Il sogno di Mattia, morto a 16 anni nel giorno di Pasqua, rivive nella creazione di un centro sportivo a Casal Monastero
Cronaca, Società
4 Giugno 2026
Il sogno di Mattia, morto a 16 anni nel giorno di Pasqua, rivive nella creazione di un centro sportivo a Casal Monastero

di Simona Tenentini

ROMA – Aveva 16 anni, Mattia Rizzetti, giovane talento calcistico investito intorno alla mezzanotte tra sabato 4 e domenica 5 aprile in via Ratto delle Sabine a Casal Monastero, Roma.

Il ragazzo, travolto sulle strisce da un diciannovenne alla guida di una Peugeot 208, ha perso la vita poche ore dopo all’ospedale sant’Andrea a causa delle numerose ferite riportate.

Ora, a distanza d due mesi, il suo ricordo continua a vivere nella comunità che tanto lo amava ed apprezzava.

A Casal Monastero sta infatti prendendo forma un progetto che affonda le radici nel suo sogno nato tra i banchi di scuola: la realizzazione di un centro sportivo ed aggregativo.

Questo sogno oggi è diventata una missione che i suoi genitori, Sergio e Valentina, hanno scelto di portare avanti con amore, e sviluppare con determinazione e senso di responsabilità verso l’intera comunità.

“Il Sogno di Mattia”  – spiegano dall’Associazione Culturale Il Sogno di Mattia – non vuole essere soltanto un centro sportivo o un luogo di aggregazione. L’obiettivo è molto più ampio: creare uno spazio dedicato ai giovani dove sport, cultura, formazione, inclusione sociale,sostegno educativo, crescita personale e opportunità di lavoro possano convivere in un unico grande progetto rivolto al futuro.

“Il Sogno di Mattia” non è soltanto un progetto edilizio o sociale: è un messaggio potente rivolto all’intera comunità. È la dimostrazione che anche nel dolore più grande può nascere qualcosa di capace di generare bene, unendo le persone attorno a valori come solidarietà, inclusione e amore per il prossimo.”

“La risposta del territorio è già stata straordinaria  proseguono – In questi due mesi numerose istituzioni e realtà del territorio hanno dimostrato sensibilità e vicinanza,impegnandosi concretamente per favorire la realizzazione dell’iniziativa. Tra queste il CONI, Sport e Salute,il IV Municipio, Sovrintendenza e l’Istituto Paritario Aniene, che hanno riconosciuto il valore sociale e educativo del progetto.Tuttavia, la strada da percorrere è ancora lunga.

Infine l’appello: “La realizzazione completa del Sogno di Mattia richiede risorse, collaborazioni, competenze e una partecipazione collettiva capace di coinvolgere cittadini, associazioni, imprese e sempre più istituzioni. Raccontare questa storia significa raccontare qualcosa che va oltre il dolore di una famiglia. Significa raccontare la capacità di una comunità di unirsi, di reagire e di costruire opportunità per le nuove generazioni.

Ogni condivisione, ogni articolo, ogni spazio dedicato a questa iniziativa può diventare uno strumento prezioso per coinvolgere nuovi sostenitori e avvicinare il giorno in cui il progetto sarà finalmente realizzato.

Perché il Sogno di Mattia non appartiene più soltanto a chi lo ha immaginato, appartiene a tutti coloro che credono che i giovani non siano un problema ma una possibilità, che meritino luoghi, ascolto e speranze su cui costruire il proprio futuro.Ci sono storie che lasciano un segno profondo nel cuore di una comunità. La storia di Mattia è una di queste. Dalla tragedia che ha colpito la sua famiglia nasce oggi un progetto concreto, capace di trasformare il dolore in amore, la rabbia in speranza e il ricordo in futuro.”Il sogno di Mattia non chiede di essere ricordato, chiede di continuare a vivere, ogni giorno, nelle opportunità offerte ai giovani di domani”