Roland Garros – Cobolli, testa altissima e Top Ten. Ben sei azzurri tra i primi 50
Sport
8 Giugno 2026
Roland Garros – Cobolli, testa altissima e Top Ten. Ben sei azzurri tra i primi 50

PARIGI – L’alba del giorno dopo descriverà pure qualche rimpianto, non tutto e soprattutto il finale sarà andato come sperato, ma Flavio Cobolli non può esser orgoglioso di quanto vissuto e soprattutto del cammino che l’ha visto protagonista. Fino a giocarsi una finale del Roland Garros, fantascienza soltanto anni fa.

Bisogna dare onore e merito al vinto, Zverev, eterno secondo che finalmente si consacra: tempo tennisticamente galantuomo al tedesco, che riporta uno Slam in Germania 30 anni dopo l’ultima volta. Il Roland, per la precisione, non vedeva tra l’altro un tedesco trionfare dal 1937, addirittura e persino prima della Seconda Guerra Mondiale, all’epoca fu Henkel. Tra tanti secondi posti, finalmente fiocca uno Slam di questo tipo, dunque, che consacra la carriera di Zverev.

Così si archivia la stagione sul Rosso ma non possiamo che alimentare orgoglio Cobolli. Il gioiellino romano s’è fatto grande. Qualche errore all’interno di una finale concitata, piena d’emozione, posta in palio altissima, per la prima volta di fronte a palcoscenici di questi tipo. Qualche ingenuità, qualche sbavatura, ma forse è fisiologicamente naturale. Gli va concesso, va perdonato. Perché Cobolli, senza Sinner, ha fatto sognare una Nazionale.

In un periodo storico straordinario per tutto il tennis azzurro, per tutti i talenti che crescono dietro Sinner. Ed anche Roland, che per la prima volta nel tabellone maschile ha portato ben tre azzurri ai quarti, ha motivato ed argomentato perché viviamo gli anni più floridi del tennis azzurro. Davanti agli occhi di Panatta, che premierà Zverev, ma abbraccerà Cobolli.

Per Flavio c’è successo, comunque. Anche matematicamente. E non potrebbe esser altrimenti. Perché per la prima volta centra quella fatidica breccia in Top Ten. Musetti è sedicesimo, Darderi al diciottesimo posto, rivelazione Arnaldi sale alla trentaquattresima posizione e persino Berrettini rientra tra i primi 48: insomma, oltre al numero altri cinque italiani per un totale di sei in Top 50. Momento straordinario. Archiviamo la stagione sul rosso col sorriso e tra Queen’s e soprattutto Wimbledon ci apprestiamo a vivere un’estate di tennis da leccarsi i baffi. Sì, perché da protagonisti.