Viterbo – “Basta acqua imbevibile a peso d’oro”: i comitati chiedono un consiglio comunale straordinario
Cronaca
8 Giugno 2026
Viterbo – “Basta acqua imbevibile a peso d’oro”: i comitati chiedono un consiglio comunale straordinario
La rivolta civica contro i disservizi idrici si accende. Il Comitato "Non ce la beviamo" e A.Ba.Co. lanciano un ultimatum di 10 giorni all'amministrazione: "Situazione insostenibile, serve un confronto pubblico con Talete e ATO sulle cause delle contaminazioni".

VITERBO – La pazienza dei cittadini ha superato il livello di guardia. Dopo l’ennesima raffica di ordinanze di non potabilità che ha lasciato a secco intere zone di Viterbo, la protesta si organizza e bussa direttamente alle porte di Palazzo dei Priori. Il Comitato “Non ce la beviamo” e A.Ba.Co. (Associazione di Base dei Consumatori) hanno formalmente richiesto alla Sindaca, al Presidente del Consiglio Comunale e a tutti i consiglieri la convocazione urgente di un consiglio comunale straordinario aperto alla cittadinanza.

L’obiettivo è portare sul tavolo istituzionale quello che è ormai percepito come un paradosso inaccettabile: pagare bollette salatissime per un’acqua che, tra arsenico ed enterococchi, si rivela ciclicamente inutilizzabile per scopi alimentari.

Le denunce dei comitati: bollette care e comunicazione assente

Le due sigle non usano mezzi termini per descrivere lo stato del servizio idrico cittadino nel 2026, definendo la situazione “ormai insostenibile”. I punti critici sollevati nella nota congiunta ricalcano le frustrazioni quotidiane delle famiglie viterbesi:

  • Il paradosso dei costi: Viene denunciata l’assurdità di dover sostenere spese estremamente elevate per un servizio carente, che non rispetta i parametri minimi di potabilità ed evidenzia “palesemente inadempienze contrattuali”.

  • Misure inefficaci: Le associazioni sottolineano come le continue allerte sanitarie siano la prova evidente che gli interventi “tampone” adottati fino a oggi non sono in grado di garantire il diritto fondamentale all’acqua potabile.

  • Il deficit informativo: Sotto accusa finisce anche la gestione della comunicazione. Si riscontra una grave carenza di informazioni tempestive e capillari sulla frequenza dei controlli e sulla reale qualità delle acque, lasciando la popolazione nell’incertezza e nel rischio di consumare inconsapevolmente acqua contaminata.

La richiesta: un confronto pubblico entro 10 giorni

Con l’avvicinarsi della stagione estiva, il timore è che le criticità strutturali della rete idrica possano collassare ulteriormente. Per prevenire l’aggravarsi di una situazione già compromessa, “Non ce la beviamo” e A.Ba.Co. chiedono risposte chiare e soluzioni definitive.

Il consiglio comunale straordinario richiesto non dovrà essere una semplice passerella politica, ma un confronto tecnico e operativo. Le associazioni pretendono di:

  • Fare piena chiarezza sulle cause delle recenti contaminazioni batteriche e chimiche.

  • Conoscere i dettagli sulle misure di sanificazione, depurazione e sulla periodicità delle analisi.

  • Ascoltare le relazioni degli organi competenti, invitando formalmente i vertici di Talete S.p.A. e dell’ATO.

  • Comprendere quali interventi strutturali urgenti siano in programma per risolvere definitivamente il problema alla radice.

I comitati hanno fissato una scadenza precisa: si attendono un riscontro per l’indizione dell’assemblea pubblica entro e non oltre 10 giorni. La palla passa ora all’amministrazione comunale, chiamata a decidere se accogliere la richiesta di trasparenza dei cittadini o se continuare a gestire l’emergenza idrica a porte chiuse.