TORINO – C’è un mistero che aleggia al centro d’ogni manovra del mercato della Juventus. Una delle figure più influenti in società, quella scelta estate scorsa: l’amministratore delegato Damien Comolli. Già, l’ex presidente del Tolosa, che ha scelto la Vecchia Signora per l’ultima grande sfida della sua carriera, seguito dal DS Modesto. In due hanno prodotto un fallimento quasi storico se pensiamo all’ultimo decennio: colpi dalle loro terre transalpine assolutamente fallimentari come Openda e soprattutto David, la conferma di Tudor salvo poi sfiduciarlo dopo poche giornate, mosse che nonostante Spalletti hanno significato Juve fuori dalla Champions League. Con grosse conseguenze sulle casse e sulla potenza internazionale del club bianconero.
Ecco perché se al momento restano in sella ed apparentemente confermati continuano a lavorare sodo, in particolare l’amministratore delegato è quello che si sta occupando in prima persona di ogni strategia di mercato si guardi la trattativa per il rinnovo Vlahovic (anche questa finita tutt’altro che bene, con separazione ed addio a parametro zero del centravanti serbo in scadenza il prossimo 30 giugno). Ma sia sulle figura di Comolli che su quella del suo braccio destro Modesto, di conseguenza, più di qualcosa scricchiola.
La Juve non è contenta, non è soddisfatta del loro operato. E non sono convinti, per niente, che proseguire con loro sia la mossa giusta. Attorno alle nuvole più scure che transitano sull’orbita dei due francesi, pesa pure la posizione di Spalletti. Anche lui, punto fermo per la ricostruzione bianconera (lui sì, per la proprietà, e non potrebbe esser altrimenti), non nutre troppo feeling con loro: idee differenti. Il tecnico s’è detto tra l’altro particolarmente scottato della mancata permanenza di Vlahovic così come del mancato arrivo di Alisson Becker.
Ecco perché, se continuano a lavorare senza differente comunicazione dal club, la loro posizione resta minata. Sul lastrico, quantomeno in discussione. Siamo agli albori dell’estate, ma specialmente chi deve rincorrere ha bisogno di pianificazione. E soprattutto ha bisogno di.. chi pianifichi. Se Comolli deve esser sollevato, questo è il momento. Perché va veramente plasmata la Juve di Spalletti, quella vera, e non c’è tempo da perdere. Per questo, proprio come vi avevamo paventato mese scorso, possibile terremoto bianconero all’immediato orizzonte.

