VITERBO – Il futuro di Palazzo Donna Olimpia torna al centro dell’agenda politica cittadina. Lo storico edificio di via San Pietro, da anni in stato di degrado e in attesa di un progetto concreto di riqualificazione, è stato al centro del dibattito nell’ultima seduta del consiglio comunale, che ha approvato all’unanimità una mozione finalizzata a riaprire il percorso per il suo recupero.
L’iniziativa, presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, punta a impegnare l’amministrazione nella ricerca di soluzioni capaci di attrarre risorse economiche necessarie per restituire una funzione all’immobile. Tra le ipotesi considerate resta quella del project financing, formula che consentirebbe a soggetti privati di intervenire direttamente nell’opera di riqualificazione.
Attualmente gli unici interventi programmati riguardano la sicurezza della struttura. Nel bilancio comunale sono stati infatti stanziati 150mila euro destinati alla messa in sicurezza delle parti considerate a rischio, una misura ritenuta indispensabile ma insufficiente a risolvere il problema complessivo dell’edificio.
Nel corso della discussione è emersa anche la questione della futura destinazione d’uso del complesso. Il Partito democratico ha ribadito la propria posizione, indicando nell’accoglienza degli studenti universitari la soluzione più adatta per valorizzare l’immobile e rafforzare il ruolo di Viterbo come città universitaria. Secondo il capogruppo Alvaro Ricci, finora non sono stati compiuti passi concreti verso il recupero della struttura e sarebbe necessario costruire un progetto di ampio respiro, sostenuto anche da canali di finanziamento pubblici nazionali ed europei.
La sindaca Chiara Frontini ha invece sottolineato come la priorità sia individuare qualsiasi percorso praticabile per arrivare alla riqualificazione. L’obiettivo, ha spiegato, è recuperare uno degli ultimi grandi contenitori storici ancora in attesa di una destinazione definitiva nel centro storico cittadino, sia attraverso l’intervento di investitori privati economicamente solidi sia mediante l’accesso a finanziamenti pubblici.
L’ipotesi del coinvolgimento di capitali privati non rappresenta una novità. Negli anni passati era stata avanzata una proposta che prevedeva la realizzazione di una struttura ricettiva affiancata a spazi destinati agli universitari. Il progetto, tuttavia, non arrivò mai alla fase operativa a causa del mutato interesse degli investitori coinvolti.
Resta quindi aperta la sfida di trovare le risorse necessarie per un intervento che richiederà investimenti consistenti, difficilmente sostenibili con le sole disponibilità economiche del Comune. La ricerca di partner privati o l’accesso a specifici bandi pubblici appaiono oggi le due strade principali per tentare di restituire nuova vita a uno degli edifici più significativi e allo stesso tempo più problematici del patrimonio storico cittadino.

