“And after all… you’re my wonderwall!!”. Riecheggiano le note degli Oasis a Dallas, stavolta non per il Manchester City, ma direttamente per la prima dell’Inghilterra di Thomas Tuchel. Che vince e convince. Perché segna, diverte, esprime. Il primo esame è superato quasi a pieni voti: ancora meglio nella ripresa, battuta 4-2 un’istituzione sempre solida ed insidiosa come la Croazia. Folkloristiche e particolarmente emozionanti le immagini che dopo il fischio finale ritraggono i Tre Leoni intonare col loro popolo le celebri note di Wonderwall, immagini che in pochissimo tempo hanno fatto il giro del mondo. L’Inghilterra, l’ultima grande a scendere in campo, incanala subito il gruppo L sui binari giusti: in testa col Ghana, che ha battuto 1-0 all’ultimo respiro la matricola Panana. L’Inghilterra sogna in grande. Dopo anni di finali europee perse ed importanti piazzamenti Mondiali, adesso con Tuchel punta a coronare il proprio percorso e finalmente, chissà, magari a rimetter le mani sulla Coppa del Mondo, che dalle parti di chi quel Football l’ha inventato manca dal 1966, prima ed unica volta a trionfo. In prima fila ancora e sempre Kane e Bellingham, rispettivamente doppietta e timbro decisivo: forse 9 e 10 gli elementi più rappresentativi di una squadra forse meno tecnica, meno bella, ma più squadra. Movimenti da club, ritmi importanti, prestazione mediatica che sa di messaggio spedito al resto del torneo: l’Inghilterra c’è e fa sul serio. D’altronde questo Tuchel aveva chiesto: magari meno qualità, ma a dispetto di convocazioni ed esclusioni eccellenti che hanno fatto scalpore, al momento ha vinto lui. Debutto prezioso soprattutto per il commissario tecnico tedesco, a scalzar pressione, a rispondere sul campo ai media e dimostrare all’opinione popolare che il suo corso può esser quello giusto. In patria c’è già chi l’ha definitiva l’England più bella degli ultimi anni: il calcio è così, basta una gara ed il vento gira, adesso soffia a poppa e spinge i Tre Leoni. 4-2 all’esordio, un punteggio che l’Inghilterra non registrava ai Mondiali dalla finale del 1966. Vietati voli pindarici, o forse no, in fondo da Newcastle a Londra passando per Manchester e Liverpool, sognare è lecito. Ed è bello così.

