CIVITAVECCHIA – «Un servizio pubblico gratuito che funzionava è stato archiviato». È l’accusa lanciata da Fratelli d’Italia, che interviene nuovamente sulla vicenda del Centro Estivo Inclusivo, replicando alle consigliere di maggioranza Lecis e Aprea e contestando la scelta dell’amministrazione comunale.
Secondo il capogruppo Massimiliano Grasso e i consiglieri Giancarlo Frascarelli e Simona Galizia, dopo quindici anni sarebbe stato cancellato il Centro Estivo Inclusivo comunale gestito da CSP, che rappresentava un punto di riferimento per circa cinquanta bambini, tra cui nove con disabilità.
«Nessuno mette in discussione l’importanza dell’inclusione – spiegano gli esponenti di FdI – ma contestiamo una precisa scelta politica». Per il partito di opposizione, infatti, il Comune avrebbe deciso di non organizzare più direttamente il servizio attraverso la propria partecipata, indirizzando invece le famiglie verso strutture private tramite contributi economici.
Una decisione che Fratelli d’Italia definisce come «una progressiva privatizzazione di un servizio che fino a oggi era garantito direttamente dal pubblico». Gli esponenti del partito sottolineano inoltre come il nuovo contratto di servizio tra Comune e CSP non contempli più il Centro Estivo Inclusivo, previsto invece nel precedente accordo.
Nel mirino anche i numeri del servizio Oepac. Secondo quanto riportato da Grasso, Frascarelli e Galizia, le ore previste dal nuovo contratto passerebbero da 67.800 a 62mila, con una riduzione di 5.800 ore complessive. Un calo che, a loro avviso, non sarebbe compensato dall’adeguamento del costo orario unitario, salito da 18,54 a 19,69 euro oltre Iva.
Critiche anche sui tempi con cui l’amministrazione è intervenuta per sostenere le famiglie attraverso contributi destinati ai centri estivi privati. «Un provvedimento tardivo – sostengono – che avrebbe dovuto essere programmato e pubblicato già a maggio, consentendo ai genitori di organizzarsi per tempo».
«Per quindici anni – concludono gli esponenti di Fratelli d’Italia – il Centro Estivo Inclusivo ha rappresentato un esempio concreto di integrazione e sostegno alle famiglie. Continueremo a chiedere che venga ripristinato e che si torni a investire in un modello che garantiva inclusione reale e gratuità del servizio».


